Zola Jesus — Conatus

Zola Jesus — Conatus

Artista: Zola Jesus

Album: Cona­tus

Label: Sacred Bones

Anno: 2011

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Conatus (Deluxe Edition) - Zola Jesus

Cona­tus (Deluxe Edi­tion) — Zola Jesus

Cona­tus è il grido defin­i­tivo di Zola Jesus, dal Wis­con­sin: “Sono tra voi!”. Uscire dalla dorata pri­gione alter­na­tive in cui era rimasta. Questo il suo imper­a­tivo adesso, espresso in modo fermo e pro­fondo da spac­care il cuore. Sem­pre nel suo stile, provo­cante, sen­suale, freddo e incan­des­cente, da dom­i­na­trice di una scena che le riconosce il pri­mato dell’autenticità. Allora non serve più, come prima almeno, la rab­bia indus­trial. Dopo The Spoils del 2009 e Stridu­lum II del 2010, l’indus­trial non è più il punto di arrivo. Ma sem­mai il punto di partenza per quella che ora pos­si­amo definire (non ce ne voglia) una grande artista.

Cona­tus è lava musi­cale che scende lenta­mente dal cratere. Ogni tanto un lapillo, ogni tanto una scossa. Ma è ciò che suc­cede nelle inte­ri­ora del vul­cano ciò che esprime al meglio. Ral­lenta i tempi, cura la voce, abbassa i toni, avvic­i­nan­dosi dol­cemente a ter­ri­tori trip hop ma soprat­tutto alla magia dark delle icone eight­ies, in primis Siouxie e i Dead Can Dance. Può bastare nel 2011? Negli anni del nulla?

L’introduttiva “Swords” detta da subito parte dell’alfabeto e lan­cia strali dark intensi, come un bat­tito car­diaco e un eco lon­tano. E’ con “Avalanche” che com­in­ciano i bri­v­idi. La nos­tra sac­er­dotessa intona una dolce e triste ele­gia in cui le drum machine dal ritmo spez­zato ci ricor­dano dove siamo, ma il resto è poe­sia di una voce pro­fonda e sof­fer­ente. “Ves­sel” è un brano trip hop come lo inter­preterebbe Siouxie Sioux agli albori della sua car­ri­era con i Ban­shees. Oscuro, reso glaciale dai synth che cre­ano sab­bie mobili. E reso grazioso dal piano accarez­zato. Siamo dalle parti di “Hikiko­mori”, il più ele­gante. Una magia di brano che in crescendo aggiunge tastiere, sequencer, beat spez­zati e sopra tutto ancora la voce di Zola Jesus, che piange e fa pian­gere. Quasi niente è da club in questo album, e questo la dice tutta sulle inten­zioni della nos­tra. Tranne brani come “Seekir” bella trac­cia elec­tro in 4/4 in cui Nika non si risparmia alla voce. Felice inter­vallo che trascina verso gli inni potenti di “In Your Nature” e verso la finale “Col­lapse”, in cui i synth fanno molto Dead Can Dance e cre­ano un tap­peto su cui Zola ricama versi toc­canti. Bel finale, che las­cia l’ascoltatore con la voglia di ripren­dere subito l’ascolto.

Zola Jesus è fra noi, come gli angeli de Il Cielo Sopra Berlino. Va cer­cata, accarez­zata, amata.

Luigi Zampi

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Conatus (Deluxe Edition) - Zola Jesus

Cona­tus (Deluxe Edi­tion) — Zola Jesus

TRACKLIST

1. Swords

2. Avalanche

3. Vessel

4. Hikikomori

5. Ixode

6. Seekir

7. In your Nature

8. Like the Palm of The Burn­ing Handshake

9. Shivers

10. Skin

11. Collapse

LINKS

Sito web: www.zolajesus.com

Myspace: www.myspace.com/zolajesus

Label: www.sacredbonesrecords.com

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