The Wild Swans — The Coldest Winter for a Hundred Years

The Wild Swans — The Coldest Winter for a Hundred Years

Artista: The Wild Swans

Album: The Cold­est Win­ter for a Hun­dred Years

Label: Occul­ta­tion Records

Anno: 2011

Scar­ica l’album:

The Coldest Winter for a Hundred Years - The Wild Swans

The Cold­est Win­ter for a Hun­dred Years — The Wild Swans

I Wild Swans hanno attra­ver­sato le ere suc­ces­sive al punk partendo da Liv­er­pool nel 1980 quando Paul Simp­son las­ciò i Teardrop Explodes (una delle stelle del fir­ma­mento post punk). Non hanno mai lan­ci­ato un brano di suc­cesso in UK, ma sono diven­tati negli anni una band di culto in vari paesi e dalla fuo­rius­cita di alcuni mem­bri sono nate band come i Lotus Eaters, autori di un pop sog­nante ma legato alle orig­ini. Sem­pre vicini alla scena di Liv­er­pool (e alla sua esi­genza di ele­varsi rispetto ai boriosi artisti londi­nesi) hanno colti­vato col­lab­o­razioni con band come gli Echo & The Bun­ny­men. Sci­oltisi più volte risor­gono nel 2009 per volontà di Simp­son, ripren­dendo a suonare e arrivando ora a The Cold­est Win­ter For a Hun­dred Years, uscito per la Occul­ta­tion Records con la col­lab­o­razione di Will Sergeant (colonna degli Echo).

Una perla del­i­cata, sof­fice e mal­in­con­ica allo stesso tempo, virata verso sonorità indie folk con inserti elet­trici più che sui suoni oscuri del post punk, di cui mantiene solo l’attitudine deca­dente. L’iniziale “Falling to Bits” rapisce per la dol­cezza dell’arpeggio e per l’accompagnamento del piano. La voce è del­i­cata e chiede di essere ascoltata, per­chè “this town is falling to bits, and I don’t like it”. In “Liq­uid Mer­cury” si fa strada un suono elet­trico e le chi­tarre dis­eg­nano un folk rock fatto di alter­nanza tra pieno e vuoto. Brano melan­con­ico che las­cia trac­cia di sé solo dopo molti ascolti. Men­tre “Chlo­ro­form” è un brit pop molto ele­gante dove le chi­tarre iniziali las­ciano spazio all’espressività di Simp­son che ricorda molto Al Stew­art. Una can­zone molto bella e intensa. L’album pros­egue con una serie di bal­late tra l’acustico e l’elettrico, tra cui colpisce in par­ti­co­lare “Eng­lish Elec­tric Light­ning”, con le sue visioni not­turne struggenti e un piano che scalda il cuore. Lo schema cam­bia solo in alcuni inter­mezzi come la sin­co­pata “Under­wa­ter” dal piglio più rock e debole rispetto ad altri brani. Fino ad arrivare a brani lenti d’atmosfera come “Glow in the Dark”, per­chè “there’s not enough time to get what i want in this world”.

Nel com­p­lesso c’è poca oscu­rità in questo ritorno. I col­ori che dom­i­nano sono i pastello della mal­in­co­nia, la dol­cezza del ricordo, la sobri­età nei suoni e nell’espressione. E un abbrac­ciare le sug­ges­tioni dell’indie folk elet­trico. Una affet­tu­osa magia di cui ringraziare i Wild Swans per­chè ci offrono un’oasi e un riparo dal cin­ismo che ci circonda.

Luigi Zampi

Scar­ica l’album:

The Coldest Winter for a Hundred Years - The Wild Swans

The Cold­est Win­ter for a Hun­dred Years — The Wild Swans

TRACKLIST

1. Falling To Bits

2. Liq­uid Mercury

3. Chloroform

4. In Secret

5. Eng­lish Elec­tric Lightning

6. When Time Stood Still

7. Underwater

8. Intravenous

9. Glow In The Dark

10. My Town

11. Lost At Sea

12. The Blue­bell Wood

13. Outro

LINK

Myspace: www.myspace.com/thewildswans

Sito Web: www.thewildswans.co.uk/

Label: http://www.occultation.co.uk/

Comments

  1. Gra­zie! Era una band che avevo perso di vista!

…Anche su iPhone/iPad & Android!

Entra nella tana

Nuovi Arrivi