Artista: Wild Beasts
Album: Smother
Label: Domino Records
Anno: 2011
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Un’illuminazione che regala grazia. Un gioiello incastonato nel cuore di chi ha creato e di chi ascolta. Uno splendore che mette insieme in modo emozionante l’eleganza lirica di Antony Hegarty, la perfezione pop dei Fleetwood Mac, il pathos delle melodie dei Talk Talk. Lo dico subito: Smother dei Wild Beasts è per il sottoscritto il disco dell’anno.
La band di Kendall (UK) capitanata da Hayden Thorpe e da Tom Fleming si avvale della preziosa collaborazione di Ben Little alla chitarra e tastiere e di Chris Talbot alla batteria. Limbo Panto del 2008 li ha rivelati al pubblico indie rock, Two Dancers del 2009 ne ha confermato le qualità come band alla ricerca del suono perfetto ma è con il presente Smother che i Wild Beasts producono un insieme di canzoni/perle preziose che alla sinuosità dei precedenti album aggiungono una maturità dei suoni e una notevole solidità interpretativa. In questo album trovate la dolcezza di un abbraccio, la tristezza di un abbandono, la voce interiore che evoca passati mai più raggiungibili, la tensione ad elevarsi sopra la miseria che ci circonda. Veramente.
Basta abbandonarsi all’ascolto per imbattersi subito nella prima gemma, “Lion’s Share”. Il lirismo di Hayden ferma il respiro e il pianoforte ricama note delicate mentre il brano cresce su un ticchettio e una vibrazione circolare di sottofondo: “what are you running from?”. Provate a resistere all’emozione di questo brano, non ci riuscirete. “Bed of Nails” spiazza per la sua danzabilità sorretta da belle linee di basso e tastiere retrò. In un club underground sarebbe meraviglioso ballarla, perchè si tratta di una splendida canzone, intensa e fisica. Una breve pausa di ristoro è “Deeper”, lento e ipnotico brano giocato tra batteria e tastiere che ricorda le cose migliori degli Elbow per eleganza e delicatezza. E poi torna a battere forte il cuore con le armonie di “Loop the Loop”, in cui le chitarre creano l’atmosfera su cui la voce di Hayden regala momenti di rara bellezza. Un brano pop di livello eccelso.
E poi la magia di “Invisible” e dei suoi fiati in sottofondo, che supportano una melodia struggente. E il ritmo nervoso di “Reach a Bit Further”, tesa e diretta, ricamata da soffi di chitarra. E poi.
E poi, alla fine dell’ennesimo ascolto, rimane la sensazione di aver ascoltato un capolavoro e di aver vissuto in stato di grazia. Come ringraziare la Domino Records per aver protetto queste creature? Come ringraziare i Wild Beasts per quello che regalano con questo album? Vivendo e rivivendo questi momenti, come spero faranno in tanti.
Luigi Zampi
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TRACKLIST
1. Lion’s Share
2. Bed Of Nails
3. Deeper
4. Loop The Loop
5. Plaything
6. Invisible
7. Albatross
8. Reach A Bit Further
9. Burning
10. End Come Too Soon
LINKS
MySpace: www.myspace.com/wildbeasts
Sito web: www.wild-beasts.co.uk
Facebook: www.facebook.com/wildbeasts
Domino Records: http://www.dominorecordco.com/
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