Album: H-p1
Etichetta: Thrill Jokey
Anno: 2011
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Non sapendo come iniziare, taglio la testa al toro: H-p1 è un disco meraviglioso. E i White Hills si mostrano davvero bravi a suscitare le emozioni del pubblico con le loro distorsioni. Il miglior modo per descrivere l’ultimo lavoro dei tre newyorkesi, è dire che suonano esattamente come suonerebbe un perfetto incrocio tra Mogwai e Nine Inch Nails. Con H-P1, i White Hills ci portano in un mondo industriale, post-apocalittico, composto da note e distorsioni.
L’intero disco può essere considerato come un’unica traccia utile alla creazione di questo universo. Il gruppo, scoperto anni fa da Julian Cope (ex The Teardrop Explodes), fa partire questo quarto disco in modo molto diretto, con “The Condition of Nothing”, in cui i veloci giri di batteria e riff di chitarra sono accompagnati da una tormentata voce distorta, e ci spianano poi la strada verso la seconda traccia, “Movement”, la rappresentazione sonora vera e propria di una fabbrica in pieno orario lavorativo.
Le successive “No Other Way” e “Paradise” sono dei lunghissimi viaggi nello spazio, tormentati da synth e distorsioni che fanno da contorno alle immagini sonore evocate, mentre con “Upon Arrival” ci dirigiamo verso un rock più classico, seppur ancora con forti influenze industrial e noise. “A Need To Know” e “Hand in Hand” sono praticamente un unico brano, che si concede una apertura soft, per poi sperimentare rumori e null’altro. Se con “Monument” siamo ancora nell’ambito delle sperimentazioni noise, con una batteria tribale, il brano conclusivo, “Hp-1”, è sicuramente il capolavoro assoluto del disco, con i suoi 17 minuti di viaggi tra distorsioni durissime, sperimentazioni di puro noise, e un synth a fare da sfondo a tutto.
A tutto questo vanno sommate anche le numerose collaborazioni che vanta questo disco, come il synth di Shazzula Nebula presente in quasi tutte le tracce del disco, o la batteria di Kid Millions in “Paradise” e “Monument”.
Insomma, H-p1 è uno di quei dischi che nell’era del download e del digitale, meriterebbero di essere acquistati per essere esposti insieme agli altri dischi che compravamo quando la musica veniva comprata per passione, e non solo per essere accumulata in un hard disk, per fare numero.
Simone De Michele
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