Artista: Verdena
Album: Wow!
Etichetta: Black Out — Universal
Anno: 2011
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Che i Verdena fossero cambiati, lo si poteva intuire già dal loro ultimo disco, Requiem: abbandonate le sonorità e le argomentazioni adolescenziali, veniva mostrata in quell’album una grande attenzione ai suoni, una cura che non è da sottovalutare. E se da un lato ad alcuni (il sottoscritto in primis), ancora legati a quelle sonorità un po’ “immature” a cui ci avevano abituati e che potevano ricordare una versione italiana di Nevermind dei Nirvana (questa fu l’impressione che mi diede al primo ascolto Verdena, loro primo disco), quel disco poteva non piacere perchè rappresentava un cambiamento radicale rispetto al passato, nulla si poteva però dire dal punto di vista qualitativo.
Ebbene, in Wow!, il nuovo disco doppio uscito il 18 gennaio, i Verdena mostrano ancora una volta la loro intenzione di cambiare pelle. Rispetto alle chitarre aggressive e al basso distorto di Requiem, in Wow! l’attenzione è concentrata per lo più sulla batteria di Luca Ferrari, dominante su tutto, mentre la voce del fratello Alberto si presenta come un sottofondo sognante, una linea melodica che si insinua dolcemente tra le note delle canzoni.
Basti pensare alla perfetta combinazione tra voce, piano e batteria nel primo brano del disco “Scegli Me (Un Mondo Che Tu Non Vuoi)”. Proseguendo nell’ascolto, possiamo trovare di tutto: un canto a cappella dove si inseriscono poche ma precise note distorte del basso di Roberta Sammarelli (l’ultimo minuto di “Loniterp”), lo stoner aggressivo di “Mi Coltivo” e “Attonito”, che ricordano le sonorità già sentite in Requiem, l’acustico “Razzi Arpia Inferno e Fiamme”, a cui è stato affidato il ruolo di primo singolo del disco, “Rossella Roll Over”, brano dalle sonorità ammiccanti ai Queens of The Stone Age, la breve ma intensa scarica di adrenalina di “Sul Ciglio”, e così via. Si potrebbero passare giornate intere nel ricercare le influenze e citazioni che i Verdena si sono divertiti a inserire in questa opera, ma entrare troppo nello specifico di ogni brano sarebbe riduttivo; perchè Wow! È un disco che va ascoltato nella sua interezza: ogni singola traccia trova la sua ragione d’essere nella successiva e si accorpa perfettamente alla precedente. I testi sono come sempre fedeli al loro stile poetico-visionario e, come detto più volte dal cantante Alberto, sono scelti solo per dare colore alle tracce: e ci riescono bene.
Tirando le somme, c’è ben poco da dire: i Verdena sono ritornati dopo quattro anni di silenzio con un gran bel disco: Wow! Si può considerare una perfetta sintesi tra i Verdena di “Solo Un Grande Sasso”, “Il Suicidio dei Samurai”, e la maturità sonora dimostrata in “Requiem”; maturità raggiunta grazie ad un esperienza musicale accumulata nel tempo. Insomma, è un ottimo compromesso tra il vecchio e il nuovo; ed è la conferma che questi ragazzi bergamaschi ci sanno fare e vogliono dimostrarlo con tutte le loro forze. Questa volta, l’hanno fatto dando alla luce un disco che si può considerare un punto di riferimento del rock italiano. Che, a causa delle leggi di mercato, sembra essere sempre più in declino, ma fortunatamente talvolta vede nascere capolavori come questo.
Simone De Michele
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