Artista: To Rococo Rot
Album: Speculation
Anno: 2010
Etichetta: Domino
Scarica l’album: Registrato nel sud della Germania presso i famosi studi dei Faust, questo nuovo album dei To Rococo Rot (Stefan Schneider e i fratelli Robert e Ronald Lippok) secondo me risente della recente collaborazione con Ludovico Einaudi. Intendo dire che se i nostri hanno spesso cercato l’astrattezza dei suoni e la loro novità, ora cercano il tatto, la fisicità, il far sentire suonati gli strumenti. Il risultato è un suono anni ’70, che agli amanti del kraut rock piacerà.
“Away” è un inizio ma è già interlocutoria, ritmo fisso, melodie che si rincorrono in modo circolare, elettronica povera per un intro che fa alzare un sopracciglio. Il piano insistente di “Seele” ci introduce a una varietà di percussioni e tastiere lontane, il ritmo si fa quasi jazz. Con “Horses” riprende a girare un suono tipico dei nostri, loop di chitarra e di basso profondo costruiscono il tappeto su cui abbandonare i sensi, mentre i synth aggiungono vibrazioni circolari. “Forwardness” apre a suoni allegri, soffici, leggeri, le circolarità avvicinano quasi a suoni orientali. Xilofono e sinth la fanno da padrone, con echi e riverberi.
La batteria dà a “Working against time” un andamento jazzy, e le strumentazioni hanno un suono analogico, quasi anni 70. Manopole e sampler ci sono ma non condizionano, rendono un retrogusto kraut. “Place” it ricorda molto Hotel Morgen, e non aggiunge nulla al tappeto ambient già proposto dai nostri varie volte. “Ship” è un tappeto multistrato che un po’ ricorda alcuni suoni dei Kraftwerk. Nulla aggiunge, nulla toglie. Il resto scorre sugli stessi binari e con la stessa lentezza e sospensione.
Se siete appassionati di ambient ed elettronica minimale troverete questo album attraente. Per ciò che mi riguarda la mancanza di una struttura-canzone toglie il pathos e l’attesa di cosa può avvenire tra un secondo. E’ sicuramente un album interlocutorio per una band che non ha niente di pop e non lo cerca, cosa che per me è il loro difetto.
Luigi Zampi
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