Album: Yesterday’s Machine
Label: Saturn Never Sleeps
Anno: 2011
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Yesterday’s Machine — Saturn Never Sleeps
Come se Sade si fosse innamorata dei loop elettronici e avesse aderito alla religione dei ritmi spezzati e dei tempi lenti. Per chi non volesse andare avanti con la lettura della recensione questa è una sintetica immagine del suono dei Saturn Never Sleeps e in particolare del loro recente Yesterday’s Machine.
Trovatisi nel 2009 a creare una presentazione sull’opera di Sun Ra all’Istituto di Arte Contemporanea di Philadelphia, loro città natale, allestirono uno show talmente coinvolgente che l’evento è diventato periodico e ha portato alla creazione di una etichetta personale e nell’agosto del 2011 alla pubblicazione di Yesterday’s Machine.
King Britt, dj e produttore e Rucyl, cantante e produttrice, non nascondono le loro passioni e influenze: dalla già citata Sade ai Massive Attack (a cui sono stati paragonati da un noto dj del Breakfast Club di Tel Aviv). Sicuramente più vicino alla prima che ai secondi, di cui non possiede il mood oscuro e i bassi profondi, Yesterday’s Machine presenta un insieme omogeneo di suoni elettronici e sensibilità soul che ricorda invece da vicino i mitici Telefon Tel Aviv e la loro ricerca di suoni eterei e ritmati, melodie e tempi sincopati.
Tutto è curato in questo album: la produzione, l’elegante artwork, la comunicazione (guardate il loro sito web). E in generale questa cura è concentrata nel fornire un’esperienza piacevole e rilassante per l’ascoltatore.
Ed in effetti Yesterday’s Machine è un album gradevole e accogliente. L’iniziale “Lotus” crea un tappeto sonoro di beat di sottofondo e vocalizzi sospesi nell’aria. Una dichiarazione d’intenti realizzata nel seguito dell’album. Il tempo lento di “Bit by Bit” e i suoi rumori di contorno ci conducono in un bosco virtuale prendendoci per mano. Interessante il lavoro sulle linee di basso in “Tory”, dove convivono al meglio le evoluzioni elettroniche e l’approccio soul della voce. Il beat glaciale di “Grace”, insieme alla linea di basso è una delle cose migliori dell’album. Anche se la voce soul rende tutto un po’ già sentito. Stesso discorso per le successive tracce, in cui il lavoro fatto sui suoni viene messo in secondo piano dai vocals, sempre uguali. Tracce da ascoltare in cuffia, possibilmente, per apprezzare glitch, rumori, synth. Interessante “Divine” per i suoi beat spezzati, le campanelle e le voci in sottofondo a richiamare da lontano, e “DRK”, intermezzo rumoristico. Da apprezzare anche la finale e ballabile “Take It Out”, che prospetta una interessante evoluzione per il futuro.
L’album si fa apprezzare per i suoni, ma non graffia per sperimentazione e non brilla l’amalgama con la voce. C’è molto di che sperare per le successive prove, con più groove e ricerca sui bassi. Intanto buon ascolto.
Luigi Zampi
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Yesterday’s Machine — Saturn Never Sleeps
TRACKLIST
1.Lotus
2.Bit By Bit
3.Hearts on Fire
4.Tory
5.Tomorrow is a Rumor
6.Grace
7.The Machines are the Stars
8.Divine
9.Yesterday is Gone
10.DRK
11.All Seasons are Good
12.Take It Out
LINKS
Sito web: www.saturnneversleeps.com
Facebook: www.facebook.com/SaturnNeverSleeps
Label: http://saturnneversleeps.com/label/