Paolo Benvegnù — Hermann

Paolo Benvegnù — Hermann

Artista: Paolo Ben­vegnù Album: Her­mann Etichetta: La Piog­gia Dis­chi / Venus dis­tribuzione Anno: 2011 Scar­ica l’album: Hermann - Paolo Benvegnù Her­mann — Paolo Ben­vegnù

Paolo Ben­vegnù conosce quella for­mula seg­reta che gli per­me­tte di scri­vere can­zoni che nel tempo riescono a pen­e­trare l’anima degli ascolta­tori. Del resto, l’elemento dom­i­nante nelle sue can­zoni è il mare, e tutte queste can­zoni scivolano a fondo, ora lenta­mente, ora velocis­sime, come se viag­giassero sulla super­fi­cie delle acque di oceani con­ge­lati ver­ti­cali. Lo stesso mare di Pic­coli frag­ilis­simi film, dunque, e che oggi ci appare bel­lis­simo e scon­fi­nato e, quando inteso come luogo da per­cor­rersi per rag­giun­gere la pro­pria des­ti­nazione, metafora stessa della vita (“Il mare è bel­lis­simo”).

Her­mann (La Piog­gia Dis­chi) è stato definito da più voci come il disco della matu­rità di Paolo Ben­vegnù. Questo è prob­a­bil­mente vero, se con­sid­e­ri­amo che ricer­care la matu­rità sig­ni­fichi in qualche modo andare alla ricerca della ver­ità, e che il can­tau­tore milanese, nov­ello Ulisse (quello dan­tesco), ammette con­sapev­ole che viag­giare senza meta (l’esistenza tutta) “sig­nifica des­ti­nazione”. Il disco è un “film” – come lo ha definito del resto lo stesso Ben­vegnù – sull’evoluzione e la sto­ria dell’uomo. E’ la nat­u­rale con­tin­u­azione – ed evoluzione – di Le lab­bra (2008) e, sebbene Her­mann ci appaia privo dell’urgenza espres­siva e dell’immediatezza del suo disco di esor­dio, rap­p­re­senta un supera­mento di tutto quello che l’ex Scisma ci ha pro­posto negli anni. Le can­zoni di Her­mann sono anch’esse, infatti, dei Pic­coli frag­ilis­simi film, ma Ben­vegnù negli anni ha acquisito ancora una mag­giore vari­età di lin­guag­gio e un certo gusto e raf­fi­natezza negli arran­gia­menti, mai banali e, mai come questa volta, “calzanti”.

Paolo Ben­vegnù nav­iga oggi con­sapev­ole in quello scon­fi­nato spazio siderale che cos­ti­tu­isce l’immaginario delle sue can­zoni. E’ in pos­sesso di un nav­i­ga­tore satel­litare inte­ri­ore, che gli per­me­tte di non perdere la bus­sola e, come se fosse un mod­erno e fan­ta­sci­en­tifico Cap­i­tano Achab, di cac­ciare attra­verso lo spazio e nel tempo la sua balena bianca. Del resto, per­corre rotte già bat­tute e fis­sate, negli anni, da autori apparte­nenti al mondo della let­ter­atura da viag­gio e d’avventura (“Achab in New York”), da tutta la fan­ta­scienza (“Date fuoco”), dalla mitolo­gia (“Androm­eda Maria”) e persino dall’immaginario reli­gioso (“Moses”). Sono tutte queste cose a cos­ti­tuire dei preziosi punti di rifer­i­mento nella scrit­tura delle sue can­zoni; a venire pun­tual­mente omag­giati, quasi rin­corsi, in questa ultima prova discografica, aper­ta­mente ispi­rata e “ded­i­cata” ad Her­mann, romanzo dell’ingegnere senese Ful­gen­zio Inno­cenzi, scom­parso in cir­costanze mis­te­riose a bordo di una bale­niera nel 1970. Ascoltare questo disco è come ritrovarsi immersi tra le pagine di un rac­conto di Philip K. Dick, autore tradizional­mente attento alla sto­ria dell’uomo e alla sua inter­azione con il pas­sato, il pre­sente e il futuro (The Man in the High Cas­tleWe Can Remem­ber It For You Whole­saleThe Minor­ity Report…), all’analisi delle dinamiche della psiche umana e della nos­tra soci­età, oggi dom­i­nata dalle mac­chine e in futuro – chissà – dagli androidi (Do Androids Dream of Elec­tric Sheep?Sec­ond Variet,…): comunque uno, non a caso, le cui opere sono state spesso oggetto di adat­ta­menti cin­e­matografici più o meno rius­citi (es. Blade Run­ner).

Il disco con­ferma quindi le eccel­lenti capac­ità espres­sive e can­tau­torali di Paolo Ben­vegnù ed esalta le qual­ità del suo combo di valenti musicisti: i vari Luca Bal­dini, Andrea Franchi (stru­men­tista presto anche alla voce nella trac­cia che chi­ude l’album: “L’invasore”), Gugliemo Ridolfo Gagliano, Michele Paz­za­glia, che sono molto più che degli arran­gia­tori e stru­men­tisti, dato che hanno parte­ci­pato atti­va­mente e a tempo pieno alla nascita e, di con­seguenza, alla real­iz­zazione del prog­etto. Non solo. Her­mann, uni­ta­mente a La ripro­duzione dei fiori di Marco Par­ente, è foriero di una vera e pro­pria boc­cata d’ossigeno per la musica ital­iana tutta. Una nuova occa­sione per sco­prire e risco­prire una gen­er­azione di can­tau­tori (quella com­posta dai vari Ben­vegnù, Par­ente, Cesare Basile, Andrea Chi­menti…) forse troppo igno­rata dai grandi numeri e che, senza scadere nella medi­oc­rità dif­fusa e ricor­rente in molte delle pro­duzioni di loro più famosi col­leghi, riesce sem­pre a  pro­porre della musica di qualità.

Emil­iano D’Aniello Scar­ica l’album: Hermann - Paolo Benvegnù Her­mann — Paolo Ben­vegnù TRACKLIST 1. Il pianeta per­fetto 2. Moses 3. Love Is Talk­ing 4. Avan­zate, ascoltate 5. Io ho visto 6. Androm­eda Maria 7. Achab In New York 8. Sartre Mon­stre 9. Good Morn­ing Mr. Mon­roe! 10. Date fuoco 11. John­nie And Jane 12. Il mare è bel­lis­simo 13. L’invasore LINK Sito web: http://www.paolobenvegnu.com/ Myspace: http://www.myspace.com/benvegnupaolo Face­book: https://www.facebook.com/paolobenvegnu Etichetta (Venus dis­tribuzione): http://www.venusdischi.com/  Tag: Paolo Ben­vegnù, Scisma, Her­mann, La Piog­gia Dis­chi, Song­writer, Ital­iana, Andrea Franchi, Luca Bal­dini, Gugliemo Ridolfo Gagliano, Michele Pazzaglia

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