Mogwai — Hardcore Will Never Die, But You Will

Mogwai — Hardcore Will Never Die, But You Will

Artista: Mog­wai

Album: Hard­core Will Never Die, But You Will

Etichetta: Rock Action (GB)/ Sub Pop (US)

Anno: 2011

Scar­ica l’album:

Hardcore Will Never Die But You Will (Music for a Forgotten Future) - Mogwai

Hard­core Will Never Die But You Will (Music for a For­got­ten Future) — Mogwai

Uno stile che non si muove su binari canon­ici e  riesce a fare brec­cia nell’interesse e nella curiosità di tutti i tipi di ascolta­tori: ecco i Mog­wai. Questo gruppo scozzese, sulla  scena  da 15 anni,  ritorna con l’ultimo lavoro (il primo album reg­is­trato in stu­dio ad essere prodotto in UK con la pro­pria etichetta “Rock Action Records”) deciso a pre­sentare un lavoro che rac­colga le espe­rienze degli album prece­denti e dia nuovi spunti.

I Mog­wai si pre­sen­tano con la for­mazione col­lau­data, ormai fissa dal’ 98:  Stu­art Brait­white alle chi­tarre (leader del gruppo e voce nei rari pezzi con una linea vocale), John Cum­mings e Barry Bur­rns, il quale in diversi pezzi abban­dona le 6 corde per dedi­carsi alle tastiere; i tempi sono det­tati dal basso di Dominic Aitch­son e la bat­te­ria di Mar­tin Bul­loch (nel gruppo quello che meno ha la pos­si­bil­ità di met­tersi in mostra, però sem­pre molto pre­ciso). Le chi­tarre, di chiara ispi­razione  “Pix­iesiana”, sono la linea guida dei loro pezzi. E’ infatti pos­si­bile iden­ti­fi­care lo stile delle can­zoni (abbas­tanza vario in realtà)  che va dai suoni più ricer­cati e raf­fi­nati, con spunti elet­tron­ici come il pezzo di aper­tura “White Noise” o “Let­ters to the Metro” fino ai brani  in cui le dis­tor­sioni non pos­sono fare a meno di gri­dare a pieni pol­moni ROCK, come “San Pedro” (il mio pezzo preferito).

Ascoltando i loro primi dis­chi (”Young Team” , “Come On Die Young” e “Rock Action”) la prima dif­ferenza con il nuovo album a saltare all’orecchio è la neces­sità di sper­i­mentare suoni e com­bi­nazioni musi­cali, neces­sità pien­amente sod­dis­fatta; potremmo quindi dire che se i primi album erano belli, quest’ultimo (come “The Hawk is Howl­ing” ) è bello, ordi­nato, vario.

La partenza è un crescendo di ener­gia con “White Noise “, che vede crescere di inten­sità le chi­tarre accom­pa­g­nate dai suoni di un piano quasi pop (ci si potreb­bero aspettare in un pezzo degli U2)  e “Mex­i­can Grand Prix” che con la sua linea vocale dis­torta, le chi­tarre dis­torte ed il synth ci riporta un po’ all’elec­tro pop ’80 .

Si arriva quindi a “Rano Pano” (primo sin­golo) che dopo un min­uto di aper­tura rock fa duettare il synth con le chi­tarre ed il basso per trovare spunti a tratti psichedelici. Dopo ”Death Rays“, carat­ter­iz­zata da una partenza veloce in cui gli stru­menti sem­brano gri­dare, arriva il rock tutto chi­tarre dis­torte e bat­te­ria di “San Pedro”, uno dei pezzi più sem­plici ma anche tra i più rius­citi, con la sua inten­sità che a tratti delinea un pro­filo punk-rock della band.

Segue “Let­ters to the metro”, forse il pezzo meno inter­es­sante. Sem­bra una ver­sione con meno effetti di “White Noise” e non aggiunge nulla. La set­tima trac­cia invece pre­senta degli spunti ricon­ducibili ai Muse spe­cial­mente nel basso, con una chi­tarra elet­trica che si muove lib­era­mente su una base rit­mica ricer­cata. Per ”Too Rag­ing To Cheers” ven­gono messe da parte le dis­tor­sioni per las­ciare spazio alle tastiere e le chi­tarre tor­nano aggres­sive nel pezzo seguente “How To Be a Were­wolf”. Il brano di chiusura, “You’re Lionel Ritchie”, rias­sume lo spir­ito dell’album: un inizio carat­ter­iz­zato dai suoni ricer­cati del synth per poi aprire le chi­tarre e la bat­te­ria e farle fer­mare solo alla fine. E’ pre­sente una bonus track,”Music For a For­got­ten Future” di ben 23 minuti!

Un album che non stanca facil­mente e si presta al rias­colto: ogni pezzo merita di essere ascoltato e capito. Anche se dif­fi­cile da col­lo­care (ancora post rock?), cer­ta­mente abbi­amo a che fare con un buon lavoro musi­cale che non lascerà scon­tenti gli ascolta­tori, anche i più esigenti…

Andrea San­gio­vanni

Scar­ica l’album:

Hardcore Will Never Die But You Will (Music for a Forgotten Future) - Mogwai

Hard­core Will Never Die But You Will (Music for a For­got­ten Future) — Mogwai

TRACKLIST

1. “White Noise” – 5:04

2. “Mex­i­can Grand Prix” – 5:18

3. “Rano Pano” – 5:15

4. “Death Rays” – 6:01

5. “San Pedro” – 3:27

6. “Let­ters to the Metro” – 4:41

7. “George Square Thatcher Death Party” – 4:00

8. “How to Be a Were­wolf” – 6:23

9. Too Rag­ing to Cheers” – 4:30

10. “You’re Lionel Ritchie” – 8:29

LINK

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Etichetta www.rock-action.co.uk/

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