Artista: Mike Patton
Album: Mondo Cane
Anno: 2010
Label: Ipecac
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Fate spazio, un pò di spazio nel vostro cervello, pulite cuffie ed orecchie, arriva Mike Patton! Sgombrate la memoria dai soliti suoni e preparatevi di nuovo a tuffarvi nell’eclettismo del cantante di Eureka, California. ‘Mondo Cane’ è alle porte finalmente! Perchè effettivamente questo album era atteso da un pò di anni, da quando nel 2007 Mike Patton decise di suggellare il suo amore per la musica italiana anni ’50/’60 e lo fece in grande stile, avvalendosi dell’Orchestra Arturo Toscanini diretta da Aldo Sigillo e chiamando a rinforzo di italianità Roy Paci alla tromba: ‘Every band needs a sicilian, we have the best!’ Così Mike Patton presenta Roy al termine di un tirato assolo di tromba a chuisura di una bellissima ‘Storia D’Amore’ (Celentano/ Beretta/ Del Prete). Il progetto del 2007 prevedeva solo 3 concerti (Modena, Amsterdam, Parma), tre anni dopo, il 4 Maggio 2010, esce l’album tratto da quelle 3 serate e servirà per riaprire la breve tournée che porterà di nuovo Mike Patton ad interpretare canzoni italiane in giro per il mondo. Le canzoni scelte attraversano gli anni felici dell’Italia, gli anni in cui si ritornò a sorridere, gli anni del mitico stile di vita che porterà il nostro paese alla notorierà come luogo dove vivere. Patton conosce bene l’anima italiana, ci ha vissuto per anni, si è sposato e ne ha fatto la sua casa; la passione crescente per il nostro paese la si trova anche nei progetti di quegli anni, come in ‘Disco Volante’ con i suoi Mr.Bungle, dove interpreta una inquietante ‘Violenza Domestica’ oppure in un album solista (‘Pranzo Oltranzista’) dedicato a Tommaso Marinetti ed al Futurismo.
Negli anni italiani, Mike ha cercato continuamente giovani band locali con cui inventarsi qualche cosa di originale senza mai trovare un gruppo che lo convincesse nel profondo. Un giorno d’estate, come racconta lo stesso Patton in una recente intervista, gli capitò di ascoltare alla radio una trasmissione dedicata alla musica leggera degli anni del boom economico: fu così che conobbe il pop italiano degli anni d’oro ed in un lampo tirò su l’ensamble necessario per dare vita a quel progetto del tutto inatteso. Il titolo dello spettacolo portato in scena, ‘Mondo Cane’, è ripreso da un film documentario del 1962 diretto da Paolo Cavara, Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi presentato al 15° Festival di Cannes in cui si mostrano sequenze terribili di pratiche di tortura.
Mike Patton interpreta con affetto e passione 22 brani scelti, passando da Morricone a Paoli da Celentano a Buscaglione fino a Tenco e Murolo e lo fa inevitabilmente colorando questi classici con la sua tipica, sinistra, luce genialoide. Il materiale registrato durante le 3 serate è stato sottoposto ad un intenso lavoro di editing ed arrangiamento in studio, condotto personalmente in questi ultimi due anni da Patton, con l’intenzione di proporre un album immaginario in cui si fonde il lavoro in studio (editing e sovraincisioni) con la magia dell’evento live. Il risultato è una selezione di 11 dei 22 brani portati in Teatro, rielaborata accuratamente. L’album-concerto si apre con ‘Il Cielo In Una Stanza’, classico del 1960 scritto da Gino Paoli per Mina ed è una bellissima anticipazione di quello che ascolteremo; la voce di Mike Patton, molto ispirata, e la tromba dolce di Roy Paci donano un colore nuovo al brano, pur mantenendo il sapore sixties.
‘Che Notte!’, swing memorabile del ’59 di Buscaglione, sveglia il teatro e Mike Patton si cala nei panni del gangster: occhi spiritati, gessato e pistola in apertura, il tutto sostenuto dalla tromba con sordina di Roy Paci, scatenato nel dipingere il ritmo intenso della vita di un povero gangster.
I toni si placano con Buongusto reinterpretato in ‘Ore D’Amore’ seguita da ‘Deep Down’ in cui Mike Patton dichiara tutto il suo amore per Ennio Morricone e la sua capacità di mettere in musica sentimenti, passioni ed immagini. Il brano proviene dalla colonna sonora di ‘Diabolik’, film del 1968 di Mario Bava, molto amato dallo stesso Patton. E’ la volta della struggente ‘Quello che conta’, composta da Morricone con testi di Luciano Salce ed incisa da Tenco nel 1962 per Ricordi, seguita dal brano forse più riuscito dell’intero spettacolo: ‘Urlo Negro’. Mike Patton pesca una perla del 1967, poco nota anche in Italia, ‘Urlo Negro’ dei The Blackman, brano atipico per l’epoca; il testo è quasi urlato ed è perfetto per Mike Patton che lo reinterpreta con convinta energia dando una forza ancora più incisiva e cattiva dell’originale. Gli occhi di Mike rendono come la voce, spiritati e diabolici. Meraviglioso! Nel brano successivo il cantante californiano si trasforma in uno struggente napoletano per interpretare la malinconica e triste ‘Scalinatella’ di Murolo del 1948; in questo caso però l’accento americano del cantante suona un pò fuori luogo. Patton incontra Fidenco in ‘L’Uomo Che Non Sapeva Amare’ del ’64, seguito da ‘Venti Chilometri al Giorno’, successo di Arigliano, presentato al festival di Sanremo nel 1964; in questo brano Mike Patton tira fuori il suo lato più inquietante e sinistro, già sentito in ‘Violenza Domestica’, e reinterpreta la canzone scritta da Mogol con un tono irritato e paranoico, tanto da temere per la povera ragazza che dà il due di picche nel testo.
Il tono di Mike in questo caso ci sta benone, anche nel ‘la la la la la la la…’ di chiusura, trasformato in una cantilena da brivido. ‘Ti Offro Da Bere’ di Morandi del 1964 e ‘Senza Fine’, scritta per la Vanoni da Paoli nel 1961, chiudono in modo perfetto ‘Mondo Cane’. Nel lavoro di editing in studio, rimangono inevitabilmente fuori alcuni brani notevoli visti in Teatro nel 2007 come ad esempio ‘Legata ad un granello di sabbia’ di Fidenco del 1961 (primo 45 giri a superare il milione di copie vendute!), canzone dolce e cantata meravigliosamente da Patton o ‘Storia D’Amore’, canzone dal testo moderno ed originale di Celentano del 1969 edinterpretata in modo personale dal cantante californiano. Mike Patton, si sa, è un genio puro, un personaggio che ha saputo inquadrare la scena musicale da una prospettiva sempre personale ed unica, in ‘Mondo Cane’ lo si scopre rispettoso del materiale scelto, non lo stravolge come ci si aspetterebbe, ma anzi lo rappresenta mantenendo l’anima dei brani originali e donandogli soltanto un colore ed una luce personale. Bello il disco, da vedere il video, perchè Patton oltre che una bellissima voce ha anche degli occhi spiritati che fanno capire da dove viene tutta la sua esuberante produzione.
Francesco Belli
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Bella recensione, mi hai fatto venire voglia di riascoltare il vecchio Patton… sono curioso di ascoltare l’italiano divertente di Mike. Grazie!
Gia’ il video ad Amsterdam era notevole ma in versione album e’ forse meglio. Ho letto che Mike ha rieditato completamente i suoni da solo, ci ha messo due anni ma ne e’ uscito bene. A Luglio sara’ in concerto a Firenze! Io ci vado!!
grande grande grande album