Megafortress — Megafortress

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Artista: Megafortress

Album: Megafortress

Label: Soft­ware (Mex­i­can Summer)

Anno: 2012

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Megafortress - EP - Megafortress

Megafortress — EP — Megafortress

Megafortress era un video­gioco sulle sim­u­lazioni di volo di aerei mil­i­tari cre­ato nel 1991. La scelta di questo nome per Bill Gillim, musicista elet­tron­ico di New York, si riv­ela azzec­cata per­ché le sen­sazioni che emer­gono sono quelle della sospen­sione in aria e del movi­mento tra le nuv­ole. Ed è pro­prio una nuvola il soggetto dell’artwork: cupa, minac­ciosa e glaciale come i synth della sua musica, ma con una voce calda come quel sole che tenta di farsi strada fra le nuvole.

Questo inter­es­sante prog­etto, al suo debutto con un ep, è frutto della col­lab­o­razione di due delle più inter­es­santi label della scena di newyorkese: La Mex­i­can Sum­mer e la Soft­ware Records. La prima, nata nel 2008 da una cos­tola della Kemado Records, è spe­cial­iz­zata in edi­zioni lim­i­tate ed è stata pro­tag­o­nista di un 2011 florido: si pensi a No Joy, Part Time e Ford & Lopatin; la sec­onda, più gio­vane, è focal­iz­zata su prog­etti di alto liv­ello sper­i­men­tale e ha prodotto l’ottimo Replica (2011) di Oneo­htrix Point Never. 

Non ci sono dichiarazioni uffi­ciali sul sig­ni­fi­cato dell’opera in sè, ma tanti indizi por­tano alla natura: i due video girati da Grant Nitsch per “Green Child” e “My favorite Girl”, che ripren­dono  una serie di immag­ini ambi­en­tali; la cover art citata; infine la musica, costru­ita, oltre con con i synth, dalla voce in falsetto di  Gillim e da field record­ing. Regna una certa impal­pa­bil­ità e un senso dell’estratto che spesso è parte del mondo che ci cir­conda e la musica di Megafortress riesce molto bene a cat­turare questo aspetto.

L’ep prende il via con “My Favorite Girl”: pezzo ipnotico, che sem­bra dover decol­lare, invece si auto-abbraccia in un loop com­pul­sivo (le pause, gli splen­didi giochi con la voce), come un ani­male in letargo che non vuole più uscire. Inizio litur­gico per la suc­ces­siva “Con­so­la­men­tum” che richiama il fas­cino e la solen­nità di uno dei pro­tag­o­nisti della sta­gione pas­sata, Bon Iver. Ma il pezzo forte arriva con “My Green Child” che è l’essenza dell’album: rin­toc­chi di cam­pane, glaciali e dila­ni­anti, rag­giunte da un “rumore” (lo stesso di quando si versa il ghi­ac­cio in un bic­chiere) che sem­bra prodotto da nac­chere; poi arriva il falsetto, la voce stra­or­di­naria di Bill: dosata, innalzata a dovere e con l’accompagnamento dei con­tro­canti (fatti con la sua stessa voce) che mette in luce un’apprezzabile cura degli arran­gia­menti. La finale “We Love You”, in prin­ci­pio sem­bra ripren­dere “Con­so­la­men­tum”, ma nella sec­onda parte prende una piega ambi­ent nel senso clas­sico del ter­mine: l’aspetto vocale si assot­tiglia e viene sos­ti­tu­ito da un suono teso, rumoris­tico che va a spez­zare lo stato di med­i­tazione a cui ci aveva introdotto con i brani prece­denti per riportarci alla realtà.

Megafortress segna un nuovo capi­tolo in quello che potremo definire il future sound: ovvero un’elettronica sem­pre più sommessa, fatta di pause e di suoni astratti e che viene avvolta da voci calde che fanno la metà del lavoro. Un ottimo esor­dio, sperando che si riversi in un full lenght all’altezza: se quella nuvola dell’artwork è il panorama musi­cale attuale e quel sole rap­p­re­senta Megafortress, fac­cio una scommessa e dico che quel sole avrà la meglio. 

Nicola Orlandino

Scar­ica l’EP:

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TRACKLIST

1. My Favorite Girl
2. Con­so­la­men­tum
3. Green Child
4. We Love You

LINKS

Face­book: http://www.facebook.com/pages/MEGAFORTRESS

Sito web: http://www.megafortress.tumblr.com

Sound­cloud: http://www.soundcloud.com/megafortress

Twit­ter: https://twitter.com/#!/MegafortressNY

Label: http://www.softwarelabel.net/

 


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