Josh T. Pearson — Last of the Country Gentlemen

Josh T. Pearson — Last of the Country Gentlemen

 

Last of the Country Gentlemen Cover AlbumArtista: Josh T. Pearson

Album: Last Of The Coun­try Gentleman

Etichetta: Mute Records

Anno: 2011

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Last of the Country Gentlemen - Josh T. Pearson

Last of the Coun­try Gen­tle­men — Josh T. Pearson

Riaf­fiora dopo 10 anni lo spir­ito di Josh T. Pear­son e la sua anima è affi­data a 7 inediti brani in cui chi­tarra e voce costru­is­cono un viag­gio intro­spet­tivo di rara intensità.

La car­ri­era di Pear­son com­in­cia in Texas nel 1996, quando, assieme a Andy Young e Josh Brown­ing, cos­ti­tu­isce a Den­ton i Lift To Expe­ri­ence, trio fon­da­men­tal­ista che salmodi­ava il sec­ondo avvento di Cristo in una nuova terra promessa: il Texas.
Amer­ica pro­fonda, reazionaria e quanto mai con­ser­va­trice è la culla per J.T. e com­pagni; nel 2000 la band si esi­bisce al SXSW (South by South­West Fes­ti­val) ed impres­siona Ray­monde e Guthrie della Bella Union che scrit­turano il giorno stesso i Lift To Expe­ri­ence per la loro prima inci­sione.
Nasce così “The Texas-Jerusalem Cross­roads” del 2001, il cui titolo evoca con­tenuti sacri ispi­rati alla bib­bia. Il sound di quell’album è Noise-Rock/Shoegaze ed i testi risuo­nano come anatemi cristiani:

These are the days that must hap­pen to you,
the stars are aligned for all God’s cho­sen few.
So all you hair­cut bands, doing head­stands,
think­ing you’ll turn the world upside down.
Put your gui­tars up over your shoul­ders.
A new sort of expe­ri­ence is tak­ing over
‘cos we’re sim­ply the best band in the whole damn land.
and ‘Texas Is The Reason’.”

L’album diventa un caso, crit­ica e pub­blico osan­nano l’avvento dei Lift to Expe­ri­ence ed è con­sid­er­ato da molti il miglior esor­dio di quegli anni.
Pear­son sco­pre il suc­cesso e la noto­ri­età ma non è pronto, troppo puro e inte­gral­ista per accettare di las­cia­rsi stru­men­tal­iz­zare come merce, di vedere le sue parole di fede stor­pi­ate per scalare le clas­si­fiche indie. Decide di punirsi ed e’ questo l’anno in cui J.T. fa perdere le sue tracce… abban­dona se stesso in una chiesetta sper­duta nel cuore del Texas a fare l’inserviente ed il volon­tario fino a che nes­suno lo ricorda più.

La sua ricerca di reden­zione pros­egue per Parigi, dove si trasferisce nel 2009 e suona rego­lar­mente alla creperie “West Coun­try Girl”.Josh T. Pearson picture Nel 2010 se ne va a Berlino ed incide in due soli giorni le 7 tracce di “Last of the Coun­try Gen­tle­men” ed è in questa città che la Mute Records risco­pre il song­writer tex­ano pro­po­nen­dogli un con­tratto e la pub­bli­cazione dell’album per il 2011.

E’ cam­bi­ato molto J.T. dal suo esor­dio, ha abban­do­nato le salmodie ado­lescen­ziali a Cristo anche se la fede rimane l’ossatura della sua anima.
Il viag­gio intrapreso ha fatto emerg­ere una intro­spezione pro­fonda e matura che si riflette non solo nelle parole ma anche nella musica.
Questo disco indub­bi­a­mente non è sem­plice all’ascolto ma non è liq­uid­abile come un qual­si­asi album lo-fi coun­try folk pur essendo com­posto essen­zial­mente per voce e chi­tarra.
Thou Art Loosed” apre il disco e suona come una dis­per­ata preghiera di scuse di una inten­sità incred­i­bile. Le parole del brano si susseguono dila­ni­ate da una chi­tarra elet­tri­fi­cata ed appaiono auto­bi­ogra­fiche nel loro senso profondo:

Don’t cry for me baby
You’ll learn to live with­out me
Don’t cry
No don’t you cry
For me
Cuz I’m off to save the world”

Il padre di Josh abban­donò la moglie con i due figli per seguire la sua vocazione di pred­i­ca­tore errante las­ciando la famiglia nella povertà più pro­fonda; è facile asso­ciare le parole di “Thou Art Loosed” a quell’abbandono.
Sweet­heart I Ain’t Your Christ” è una bal­lata per sola chi­tarra e voce dilatata per 11 minuti, dolce e mal­in­con­ica come le sue parole, ded­i­cate ad un amore impos­si­bile in cui J.T. capisce di non poter sal­vare la sua donna da un malessere pro­fondo che man­gia il loro amore da dentro:

You don’t need a lover or a friend
You need a god and not a mor­tal man
Woman you need born again, again
You need a Sav­iour and I’m just am not him”

Pear­son scop­pia di sensi di colpa in “Sorry with a song”, quinta trac­cia dell’album piena di con­fes­sioni e dolore in cui la voce è abban­do­nata ad una chi­tarra destrut­turata e scom­posta che suona ser­ena e piena soltanto quando lon­tana dal can­tato.
Josh T Pearson PictureImpos­si­bile dis­tri­care questo disco dalle sue lyrics, è molto bello perdersi in testi che non hanno più niente di reli­gioso se non l’intimità di un’anima e prob­a­bil­mente è la cosa più sacra e vic­ina alla reli­gione di qual­si­asi altro salmo  che J.T. abba mai com­posto.
J.T. Pear­son ha rag­giunto una matu­rità incred­i­bile e 10 anni di rif­les­sione hanno ricon­seg­nato un artista impor­tante ed intenso da non trascu­rare. Il disco non è facile ma è un delitto las­cia­rselo alle spalle senza dedi­car­gli un ascolto attento.

Sin­ce­ra­mente spero si per­dano di nuovo le tracce di Pear­son per ritrovarle tra 10 anni in una nuova ed impre­vista forma.

Francesco Belli

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Last of the Country Gentlemen - Josh T. Pearson

Last of the Coun­try Gen­tle­men — Josh T. Pearson

TRACKLIST

1. Thou Are Loosed

2. Sweet­heart, I Ain’t Your Christ

3. Woman, When I’ve Raised Hell…

4. Honeymoon’s Great Wish You Were Her

5. Sorry With a Song

6. Coun­try Dumb

7. Drive Her Out!


LINKS

Sito uffi­ciale: http://www.joshtpearson.co.uk/

Myspace: http://www.myspace.com/joshtpearson

Face­book: http://www.facebook.com/joshtpearson

Etichetta:www.mute.com


Comments

  1. Gran bella pag­ina. Davvero, rende per­fet­ta­mente il con­tenuto del disco. Complimentoni.

  2. gra­zie per la recen­sione, molto intensa come il disco. Grande per­son­ag­gio il nos­tro Josh.

  3. CAPOLAVORO!!!
    se a qual­cuno pos­sono inter­es­sare le traduzioni dei testi le potete trovare qui:

    http://indietranslations.com/2011/09/22/josh-t-pearson-last-of-the-country-gentlemen-traduzione-integrale/

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