Artista: James Blake
Album: James Blake
Etichetta: A&M Records
Anno: 2011
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Risulta difficile fare una recensione, quando sai che l’artista in questione è una specie di ragazzo prodigio: James Blake, con il suo omonimo album d’esordio, sembra sia riuscito a far innamorare proprio tutti. Tanto da guadagnare il secondo posto nel “Sound of 2011”, la classifica stilata dal broadcasting britannico Bbc sugli artisti emergenti più meritevoli. James Blake è un ventiduenne londinese, di cui ultimamente si sta parlando molto. C’è chi ha detto addirittura che questo ragazzo rivoluzionerà il mondo della musica elettronica. Ebbene una cosa è certa: comunque andrà il futuro, con il suo disco di esordio, James Blake, ha fatto centro. Tanto che il suo primo disco viene prodotto direttamente dalla casa discografica A&M Records, la stessa etichetta che ha messo sotto contratto negli anni passati artisti come Joe Cocker, Janet Jackson, Police, Soundgarden. Tutti nomi non da poco insomma, a cui oggi si è andato ad aggiungere quello di questo giovane londinese di belle speranze.
Al primo impatto, il suo album ricorda per alcuni versi l’esordio solista di Thom Yorke, The Eraser, tanto da poterne sembrare quasi una sua versione minimale, se non ambient. Poi però, riascoltandolo meglio, ci si accorge che le influenze sono anche altre. La cosa che colpisce di più, è il fatto che, anche quando sintetizzata al massimo, la voce di questo ragazzo rimane a tutti gli effetti una voce carica di calore, che per quanto sottile sia, riesce a impastarsi nei suoni così bene da ricreare un senso di groove in ogni momento, come dimostra nel brano finale dell’album, “Measuraments”, che si può considerare una vera e proprio cantata soul. Se si dovesse provare a classificarlo in un genere solo, però, la cosa potrebbe risultare molto più complicata di quanto sembri. La formula adoperata da Blake, infatti, consiste nel fondere insieme una dubstep che si può definire minimale, con, appunto, l’essenza tipica del soul. Il risultato, è decisamente accattivante, ma non facile da descrivere a parole. Per comprenderne a fondo l’essenza, è necessario ascoltare le singole tracce che vanno a comporre questo disco, in cui tutti i suoni sono ridotti all’essenzialità: in “Lindisinfarne 1”, per tutto il pezzo non vi è altro che una voce sintetizzata, che trova poi un accompagnamento, scarno ed essenziale, nella successiva “Lindisinfarne 2”; “Limit To Your Love” è la cover di un brano di Feist, cantautrice canadese, che ha spianato la strada del successo a questo giovane londinese, e con cui si è presentato al mondo musicale.
James Blake è un disco semplice ed essenziale, che colpisce nel segno. Affiancato da un tour che raggiungerà la maggior parte della città europee (tra le quali Milano, il 21 aprile), James Blake dimostra di avere tutte le carte in regola per creare un’opera degna del successo che merita.
Simone De Michele
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TRACKLIST
1. Unluck
2. The wilhelm scream
3. I never learnt to share
4. Lindisfarne 1
5. Lindisfarne 2
6. Limit to your love
7. Give me my month
8. To care (Like you)
9. Why don’t you call me
10. I mind
11. Measurements
LINK
Official site: jamesblakemusic.com
Myspace: www.myspace.com/jamesblakeproduction
Facebook: www.facebook.com/jamesblakemusic
Praticamente un disco di soul tascabile. Pur non condividendo i toni entusiastici con cui è stato accolto praticamente ovunque, ho apprezzato molto. Il ragazzo è a posto.
Beh! come disco di esordio è notevole.. complesso e studiato bene, per niente banale. Non sono i suoni che adoro di più ma devo ammettere che è un debutto in grande stile.
Sono perfettamente d’accordo infatti: è un ottimo esordio. Si sente subito che Blake ha una grandissima forza espressiva. Ascoltando questo disco sembra quasi di poterla respirare… In definitiva ritengo questo disco non sia un capolavoro e nemmeno il migliore di questo 2011, ma forse il più interessante. Tra quelli che ho ascoltato almeno!