Artista: Giorgio Canali & Rossofuoco
Album: Rojo
Etichetta: La Tempesta
Anno: 2011
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Rojo — Giorgio Canali & Rossofuoco
Canali è sempre Canali. Anticipo che è questo il presupposto da cui parto ogni volta che esce un nuovo disco di questo veterano del rock italiano. E sì, perchè qualunque cosa egli realizzi, in un modo o nell’altro riesce sempre a guadagnarsi un giudizio positivo dalla critica. Così, anche se il precedente Nostra Signora Della Dinamite non mi aveva entusiasmato come i precedenti, ho deciso di acquistare subito Rojo. Al primo superficiale ascolto non mi ha trasmesso niente di particolare. Ma poi, ascoltando ripetutamente, avviene la magia. Le opere di Canali ti prendono lentamente, pian piano che cerchi di comprenderne i giochi di parole, le critiche esposte (nemmeno troppo) tra le righe.
Se si dovesse dare una definizione di Rojo, credo lo si dovrebbe definire come un piccolo manuale di istruzione per la rivoluzione: “Votiamo rivolta”, cantavano tanti anni fa i Cccp, e con Rojo Canali dimostra di avere appreso la lezione dai suoi ex-compagni musicisti, tanto che sembra questa frase il punto di partenza del nuovo disco.
Quello di Rojo è un Canali cattivo più che mai, inacidito un pò dalla vecchiaia, un po’ da questo brutto periodo per il nostro paese. Così, nelle undici tracce dell’album l’ex–C.S.I. non risparmia proprio nessuno. Parte in quarta, con “Regola # 1”, dove il sogno utopico di una rivoluzione si frantuma nella realtà mediatica che oramai investe il paese (anche se ci si potrebbe aspettare qualcosa di più, che un banale “il Papa veste Prada”). Il ritmo punk di “Ci Sarà” cattura bene l’attenzione per lasciare poi spazio alle classiche ballate cui nel tempo siamo stati abituati e di cui il disco è pieno: “La Solita Tempesta”, che vede la collaborazione di Angela Baraldi (cantante meglio nota per il ruolo di Giorgia in “Quo Vadis, Baby?”) , “Controvento” (il brano più intimo), “Orfani Dei Cieli”. Ma le intenzioni belliche di Rojo toccano il loro apice con la quarta traccia, “Carmagnola #3”, dove tutta la rabbia del cantautore riesce a trovare una propria ed efficace valvola di sfogo (“c’era una volta un re / seduto alla sua scrivania / c’era una volta una canzoncina: partigiano, portami via / c’era una volta una fiaba sonora / che finiva con una canzone / e balliamola sta carmagnola / e viva il suono del cannone” ). Niente di eccitante con il riff di “Morire di Noja”, mentre con la semiacustica “Treno di Mezzanotte”, Canali abbandona per un momento le critiche sociali per concedersi una nuova ballata.
E il giro iniziale di chitarra di “Sai Dove” preannuncia altra rabbia pronta a esplodere, rivolta ancora verso la chiesa (mostrando quanta distanza corra ormai tra Canali e il suo ex compagno Giovanni Lindo Ferretti) e le politiche sociali attuate dai governi. Ancora con “Risoluzione Strategica # 6”, viene ripreso il tema della rivolta sociale nell’epoca dei media, che si conclude con un tipico amaro in bocca Canalesco (“fatevi fottere tutti quanti voi e il movimento”).
Dovendo tirare le somme, Rojo a livello musicale non presenta grandi innovazioni e risulta povero di idee. Al contempo, però, è un album ricco di contenuti, in cui Giorgio Canali incanala tutta la rabbia accumulata nell’ultimo anno, mettendo a nudo una società che fa oramai acqua da tutte le parti, e dalla quale sembra non avere modo di liberarsi se non attraverso una rivoluzione da lui tanto inneggiata.
Simone De Michele
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Rojo — Giorgio Canali & Rossofuoco
TRACKLIST
1. Regola # 1
2. Ci Sarà
3. La Tempesta (feat. Angela Baraldi)
4. Carmagnola # 3
5. Controvento
6. Morire di Noja
7. Treno di Mezzanotte
8. Sai Dove
9. Un Crepuscolo Qualunque
10. Risoluzione Strategica # 6
11. Orfani dei Cieli
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