Francesco De Gregori — Pezzi

Francesco De Gregori — Pezzi

Artista: Francesco De Gre­gori Album: Pezzi Etichetta: Columbia/Caravan Anno: 2005 Scar­ica la discografia: Francesco de Gregori Francesco de Gre­gori

Un tap­peto ori­en­tale. Poi in bella vista, nell’ordine: quat­tro acus­tiche, un dobro, tre semi­a­cus­tiche, due bassi elet­trici e uno con le buche ad effe, tre man­dolini amer­i­cani e un man­do­cello, una dan­elec­tro verde acqua e una una gib­son sg gialla, due stra­to­caster. In primo piano le regine: due mer­av­igliose tele­caster bat­tipenna nero su top nat­ural e tastiera chiara. A volte una fotografia è una dichiarazione d’intenti. Incas­to­nata tra le mille parole del libretto interno al cd è come un monito. Las­ci­ate ogni sin­te­tiz­za­tore o voi che entrate, soltanto questo è ciò che ascolterete. Chi­tarre dol­cemente pizzi­cate, grin­tose fino a sat­u­rare le valv­ole, abban­do­nate su armonie immutabili. Chi­tarre su chi­tarre. E, per i momenti tristi, qualche pianoforte.

“Pezzi” è un disco del De Gre­gori minore, ma è un lavoro molto com­patto (a dis­petto del titolo) e uno dei suoi più rius­citi, anche se è privo di una “Rim­mel” o di una “Titanic”. Gran mer­ito va alla pro­duzione di Guido Guglielminetti, che oltre a suonare il basso dirige un’efficacissima rock band in una per­fetta mis­cela di pro­fes­sion­al­ità e pas­sion­al­ità. E’ anche l’album che passerà alla sto­ria come il più dylan ori­ented della sua pro­duzione. Gli arran­gia­menti richia­mano ai dis­chi della svolta elet­trica, da “High­way 61 revis­ited” a “Blood on the tracks”, e alcune citazioni sono tal­mente esplicite da rischiare una denun­cia per pla­gio. Ma De Gre­gori è così’: si fa scri­te­ri­ata­mente pren­dere la mano dall’amore per i mod­elli ma quando riesce a met­terci il suo tocco diventa inar­riv­abile. E incon­fondibile. “E allora sognò Atene / e l’ospedale mil­itare / ed i sol­dati carichi di piog­gia / e un com­pleanno da ricor­dare / ed un ombrello sulla spi­ag­gia / e un dopoguerra sul lun­go­mare / e allora sognò il tempo / che lo vol­eva fer­mare.

In “Pezzi” ci sono grandi can­zoni. Ci sono i soliti eser­cizi di poe­sia ermet­ica; guai però ad azzardare inter­pre­tazioni che l’artista non apprezzerebbe. E ci sono le rime graf­fi­ate che feriscono più a fondo ancora delle sporche svisate delle elet­triche a tutto vol­ume. “Paese di ric­chi e di esuberi / e tasse pagate dai poveri / e pane che cresce sugli alberi / e mac­chine in fila nel sole / Paese di banche di treni di aerei di navi che esplodono / ancora in cerca di autore / paese di uomini tutti d’un pezzo / che tutti hanno un prezzo e niente c’ha un val­ore”. Parole che ovvi­a­mente si rifi­u­tano di avere una qualche col­lo­cazione socio-politica: De Gre­gori sarebbe capace di dire di averle scelte solo per un magico senso estetico. Come d’altronde “l’Italia metà gia­rdino e metà galera / Viva l’Italia l’Italia tutta intera” era bella solo per­ché faceva rima. Via, quali saranno mai gli aerei che esplodono ancora in cerca d’autore? E i piani urban­is­tici sotto il vul­cano? E la Lib­ertà che con un chiodo tor­tura la Democrazia? .. Mica si può sem­pre met­tere la testa nel secchio ..

Nicola Per­fetti

Scar­ica la discografia: Francesco de Gregori Francesco de Gre­gori TRACKLIST 1. Vai in Africa, Celestino! — 4:00 2. Numeri da scari­care — 4:40 3. Gam­badi­legno a Parigi — 5:24 4. Tempo reale — 5:15 5. Parole a memo­ria — 5:24 6. La testa nel sec­chio — 6:33 7. Pas­sato remoto — 3:50 8. Il panorama di Betlemme — 5:46 9. Le lacrime di Nemo — L’esplosione — La fine — 4:17 10. Il vestito del vio­lin­ista — 4:53 LINK Sito Web www.francescodegregori.net My Space www.myspace.com/francescodegregori Face­book www.facebook.com/pages/Francesco-De-Gregori

Comments

  1. Molto bella.
    Pic­cola anno­tazione: l’unica foto del libretto, che ritrae il man­dolin­ista Marco Rosini, è un omag­gio a lui, scom­parso poco prima della pub­bli­cazione del’album.

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