Artista: The Decemberists
Album:The King is Dead
Label: Capitol Records
Anno: 2011
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The King Is Dead — The Decemberists
Sarà l’età ma sempre più spesso mi capita di rimanere affascinato da album che richiamano i primi ascolti rock della mia infanzia, quando i cugini grandi ascoltavano la west coast di Crosby Stills Nash & Young, Eagles, Jefferson Airplane, o le melodie di James Taylor e Al Stewart. Il fatto è che mi colpisce la naturalezza e l’affetto con cui band come i Decemberists richiamano e fanno vivere quei suoni. Cosa che succede in “The King is Dead”.
I Decemberists vengono da Portland (Oregon) e sono guidati da Colin Meloy, autore e cantante. Gli altri compomenti sono Chris Funk (chitarre), Jenny Conlee (tastiere, organo), Nate Query (basso), John Mohen (batteria, cori). Nati nel 2000, sono passati nel 2005 dalla Kill Rockstars alla Capitol Records, con cui hanno inciso 3 album. Vicini a Death Cab for Cutie e Shins in quanto a suoni, la loro vera ispirazione è il folk USA e Inglese e la West Coast.
“The King is Dead” li conferma come band di punta per la capacità di creare belle e ispirate canzoni. Ancora più asciutti ed essenziali delle prove precedenti, sostenuti per l’occasione da Peter Buck dei REM.
Apre la ballata “Don’t Carry it All”: tanto per dichiarare subito da che parti siamo, è aperta da una armonica a bocca che lascia il passo alle schitarrate lente e alla grancassa. La sovrapposizione delle voci dà profondita al brano e lo porta verso panorami desertici del west. “Calamity Song” richiama Crosby e amici vari. E’ una folk song veloce dove la batteria ha il suo peso e il ritornello fa pensare ad un’invocazione. “Rise to Me” è lenta, languida, emoziona come un lento da ascoltare al tramonto su una veranda. “Rox in The Box” è una intensa ballata dove la voce di Colin e la tonalità del brano richiama il suono di Al Stewart, col violino che fa molto far west. “Down by The Water” è il brano di punta e ricorda da vicino momenti delicati dei primi REM, accordi in minore, chitarre folk in primo piano, armonica e voci che accompagnano in un viaggio tra la Monument Valley e il Grand Canyon. Molto bella. Piena di tensione “This is Why We Fight”, che già per il titolo va ascoltata con attenzione; rilassante “Dear Avery” una Eagles-song delle più dolci.
Tutto l’album convince perché a poco a poco entra dentro e si fa ascoltare col cuore. La cosa più importante.
Luigi Zampi
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The King Is Dead — The Decemberists
TRACKLIST
1. Don’t Carry It All
2. Calamity Song
3. Rise to Me
4. Rox in the Box
5. January Hymn
6. Down by the Water
7. All Arise!
8. June Hymn
9. This is Why We Fight
10. Dear Avery
LINK
Sito web www.decemberists.com
Facebook www.facebook.com/thedecemberists
Myspace www.myspace.com/thedecemberists
Label www.capitolrecords.com
http://www.youtube.com/watch?v=2z97TUS3HvA