Artista: Cold War Kids
Album: Mine is Yours
Label: V2
Anno: 2011
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Mine Is Yours — Cold War Kids
Che cosa è successo ai Cold War Kids? Il gruppo di Nathan Willett, Jonnie Russel, Matt Maust e Matt Aveiro ci aveva stupito con il precedente e secondo album, “Robbers & Cowards”, una perla di indie rock illuminata da canzoni sbilenche, mai immediate ma pop, rappresentate da pezzi come “Hang Me Up to Dry”, “We Used to Vacation” e “Hospital Beds”. Brani ironici, non convenzionali, che facevano pensare più ad una band pop inglese (come se i Libertines avessero preso una buona dose di tranquillante).
Oggi invece la band californiana sulle scene dal 2004 ci propone, con “Mine is Yours” un insieme omogeneo di brani convenzionali, tipicamente pop rock, per niente ironici e seri nella loro impostazione. Tutte buone canzoni sia chiaro, e ben prodotte da Jacquire King, il quale ha però un difetto, quello di essere anche produttore dei Kings of Leon. E questo dato nel disco dei nostri risalta. Lo stile è quello: brani dal ritornello vincente, schitarrate, voce seria, ogni tanto un po’ di ritmo.
Ecco cosa è successo ai Cold War Kids: hanno perso (o deciso di perdere) la voglia di ricercare e di sorprendere. E così l’album scorre tranquillo e innocuo, cadenzato da diversi brani interessanti, come “Mine is Yours”, bel brano introdotto da tastiere e basso profondo, e dove si capisce subito che Nathan ha deciso di cambiare modo di cantare, trasformando il suo cantare sbilenco in un rockeggiare da chart. Poi ci sono brani come “Finally Begin”, che per le sue pause e ripartenze ricorda i vecchi Ragazzini della Guerra Fredda e che lascia il segno per un bel suono di chitarra. O come “Out of the wilderness”, un indie pop speziato di ritmi spezzati. Il resto non va oltre un buon livello di onestà e buona fattura (vedi “Bulldozer”). Con momenti trascurabili che ricordano più i Kings of Leon, come la melensa “Broken Open”, che anche gli U2 di adesso avrebbero dubbi ad inserire in un album.
Alla fine la sensazione è di aver ascoltato un album mainstream. E per noi è un po’ poco. Quindi, rimandati a prossime più interessanti prove.
Luigi Zampi
Mine Is Yours — Cold War Kids