Artista: Cocorosie
Evento: Concerto a ‘Roma incontra il mondo’, Villa Ada
Data: 18 Luglio 2010
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CocoRosie
Concerto estivo molto atteso dal pubblico romano quello delle due americane Cocorosie, nella canicola di una città irrespirabile. Il laghetto di Villa Ada mitiga molto il caldo e la gente arriva a poco a poco, si respira e si “magna quaccosa” in attesa dell’evento.
Le due sorelle Casady sono ormai una realtà del rock alternativo internazionale (anche se ancora i miei amici mi chiedono “Coco chi?”….) e hanno fatto un interessante percorso di evoluzione musicale partendo nel 2003 con una musica fatta di giocattoli e low fi da cameretta, per la verità di corto respiro. Infatti l’evoluzione è passata per un arricchimento del suono con elementi hip hop ben visibili, inserti elettronici mai pesanti, approccio indie e stile operistico a tratti. La miscela è esplosiva e il concerto romano lo ha confermato.
Palco spartano, le due sorelle sono supportate da uno schermo che trasmette immagini bucoliche, da Goel Rakotondrabe al piano e ai computer, da Marc Lacaille alle percussioni e da Tez al beatbox (la sua bocca e un microfono, per i non usi al linguaggio hip hop). Sierra si alterna alla voce, all’arpa e alle manopole, Bianca è alla voce, alle percussioni, ai toys. No chitarre, tanto per essere chiari.
Lo show è incentrato sull’ultimo album, ma alla fine hanno suonato una quindicina di brani per un’ora e mezza da sogno. Perché hanno catturato tutti con la reale magia di una musica e di una gestualità fatta di folk, opera, hip hop, techno (si, anche momenti techno!!) elettronica, melodia.
L’esecuzione di “Hopscotch” è un esempio del loro eclettismo, “Grey oceans” fa quasi piangere per il canto da bambino cattivo di Bianca, ti verrebbe voglia di abbracciarle entrambe e ringraziarle ad ogni brano. Le due sorelle si cercano e spesso alternano nella stessa canzone il loro cantato, rauco quello di Bianca, da soprano quello di Sierra. La quale ondeggia, chiama il pubblico, balla, si dimena, sempre sorridente. “The moon asked to crow” è varia nei ritmi e nelle velocità, e spiazza proprio per questo.
Il pubblico apprezza, anche quelli concentrati a mangiare si avvicinano al palco, tutti applaudono e si muovono al loro ritmo. E la chiusura è un’ovazione.
La loro Magia è l’essenza del rock attuale: mistero, ricerca, imprevedibilità, sensualità, sobrietà. In un mondo in cui i premier anziani sono indicati come rockstar, in cui i politici violano ogni legge e fanno “sesso droga e rock’n’roll”, il rock vero dà un esempio opposto, o non è rock. E le Cocorosie sono rock, ora. Quindi smettetela di andare a vedere concerti di vecchi come Aerosmith, AC-DC, U2 con le loro agghiaccianti autocelebrazioni e innamoratevi delle Cocorosie. Kill rockstars!
Luigi Zampi
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CocoRosie
AHAHAHAH.… grandissima chiosa finale!