Artista: Bon Iver
Album: Bon Iver
Etichetta: Jagjaguwar
Anno: 2011
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Bon Iver, storpiatura del francese bon hiver (buon inverno), è stato rilasciato il 21 Giugno con l’arrivo dell’estate; l’attesa per questo lavoro vanifica però queste incongruenze temporali. Secondo lavoro dell’artista statunitense Justine Vernon dopo il successo con il primo lavoro For Emma, Forever Ago (Jagjaguwar, 2007), che gli era valso diversi encomi dalle riviste specializzate come Rolling Stone, e collaborazioni con diversi artisti (Kanye West, Peter Gabriel) si ripresenta con un album che riprende in parte i temi del primo album e si dà a nuove sperimentazioni.
Il suo tipico stile di canto resta, ma al posto delle chitarre acustiche ad accompagnarlo ora sono chitarre elettriche; suoni più maturi, a tratti più cupi, arricchiti di sax, pedaliere ed effetti con qualche assolo: sembrano seguire le tracce dei Sigur Ros con suoni orchestrali che intrappolano l’ascoltatore in una atmosfera sognante.
“Perth”, il primo brano, si apre con un tamburellare marziale della batteria che va subito a fondersi con le distorsioni della chitarra elettrica e la voce per confluire in un pezzo dai tratti post rock.
Le tracce sono collegate musicalmente tra loro e lo si capisce quando si arriva alla seconda “Minnesota, Wi” che riprende dove ci aveva lasciato il brano precedente con melodie più pop, portandoci per mano verso “Holocene” un brano decisamente più simile al lavoro precedente, ma che conclude con un profilo alt rock. Accordi marcatamente folk ci presentano poi “Towers” pezzo che mantiene lo stile alt folk e ricorda i migliori Meat Puppets. Si passa quindi a “Michicant” dove a far compagnia alla voce sono solo tastiere e chitarre, fino a “Hinnom, TX” estremamente interessante dove un talk pulito duetta con i controcanti in falsetto tipici di Vernon accompagnato dalle tastiere effettate: sperimentazione pop. “Wash” non aggiunge nulla a quanto già sentito,“Calgary” è invece il manifesto del lavoro intero, apertura pop e via verso il post rock. Dopo la strumentale e rapidissima “Lisbon, Oh” si chiude con la piacevole “Beth/Rest”, riassunto dell’intero lavoro.
Il lavoro di Bon Iver sembra essersi impreziosito dal punto di vista musicale, le atmosfere sono cambiate ed i fan precedenti potrebbero avere qualcosa da ridire, però il disco ha suoni interessanti e non stanca mai. Il lavoro eponimo è un altro piccolo grande successo prodotto da Jagjaguwar che lascerà entusiasti gli amanti del genere e potrebbe stupire anche i nuovi ascoltatori.
Andrea Sangiovanni
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TRACKLIST
1. “Perth” 4:22
2. “Minnesota, WI” 3:52
3. “Holocene” 5:37
4. “Towers” 3:08
5. “Michicant” 3:42
6. “Hinnom, TX” 2:45
7. “Wash.” 4:59
8. “Calgary” 4:10
9. “Lisbon, OH” 1:33
10. “Beth/Rest” 5:17
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Sito web: http://boniver.org/
Etichetta: http://www.jagjaguwar.com/
Myspace: http://www.myspace.com/boniver
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