Album: Blanck Mass
Label: Rock Action Records
Anno: 2011
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Ci sono dischi il cui ascolto è inevitabilmente legato a delle immagini: il disco di Blanck Mass è come un tuffo in mare da uno scogliera o come perdersi in una grande foresta. E potrei continuare all’infinito con le immagini evocative che questo album richiama.
Blanck Mass è il moniker dietro il quale si cela Benjamin John Power dei Fuck Buttons, duo elettronico di Bristol. Il progetto F.B. nasce nel 2004 dall’incontro con Andrew Hung: quest’ultimo ha come punto di riferimento Aphex Twin, mentre Benjamin trae ispirazione dai Mogwai (e nel disco solista lo notate subito), il cui chitarrista produrrà il primo disco. Debuttano in modo egregio nel 2008 con Street Horrrsing (orientato verso il drone), ma è con il secondo Tarot Sport che mettono in mostra tutto il loro talento tangendo vari campi dell’elettronica, dal rumorismo alla trance sino ad arrivare alla techno.
Questo lavoro solista di Power è prodotto dalla Rock Action Records, label di Glasgow fondata dai Mogwai e che ha fatto uscire dischi di artisti come Envy, Errors e Chris Brokaw.
L’influenza del gruppo scozzese più che nel suono si sente nella struttura delle composizioni, per la teatralità di alcuni pezzi (in stile “We’re No Here”). Per il resto il sound è un perfetto mix fra ambient “stellare” che ricorda gli Stars of the Lid, l’imponenza delle colonne sonore di Ennio Morricone e Nino Rota e reminescenze del primo disco del suo gruppo per l’aspetto noise.
Come detto la capacità del disco sta nel far visualizzare immagini in movimento, spesso sfocate e indefinite (come ci suggerisce l’artwork) ma con grande impatto emotivo.
La prima traccia, “Sifted Gold”, è fluida, cristallina e ricorda il rumore del mare. Con la successiva “Sundowner” si alzano i piedi da terra e si vola con l’immagine del tramonto come sfondo con 8 minuti di vibrazioni atmosferiche e un crescendo “epico” da brividi. Con “Chernobyl” si scava in profondità: canzone sofferta e che maggiormente si adatterebbe ad una pellicola (mi viene in mente Tree of Life).
“Raw Deal” e “Icke’s Struggle” si distaccano dai pezzi sentiti finora perchè viene fuori la componente rumoristica, quasi un field recording, e l’immagine è quella di una grande zona verde incontaminata minacciata dalla presenza dell’uomo. Richiami glitch nella minimale e claustrofobica “Sub Serious”, uno dei migliori brani.
La dedizione al noise di Power viene fuori in “Land Disasters”, perfetto accompagnamento per uno scenario post-bellico o da fine del mondo. Il pezzo è cosi intenso da togliere il respiro e far restringere la gabbia toracica. Sconsigliato a chi ha problemi di cuore. L’aspetto inquieto e soffocante è ampliato in “Fuckers” per la presenza dei vocalizzi, mentre “What you know” è un viaggio cosmico verso l’ignoto: il brano madre del disco. La tensione ricorda quella della colonna sonora di Tron Legacy dei Daft Punk, ma l’affinità si ferma qui. Finale affidato al silenzio dronico e al mood malinconico ma speranzoso di “Weakling Fire”.
Blanck Mass è un album da ascoltare più volte per cogliere tutte le sfumature che sono il punto di forza dell’album insieme alla forza spirituale che fa da guida a questo viaggio negli abissi più profondi del mondo e della nostra coscienza.
Nicola Orlandino
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TRACKLIST
01. Sifted Gold
02. Sundowner
03. Chernobyl
04. Raw Deal
05. Sub Serious
06. Land Disasters
07. Icke’s Struggle
08. Fuckers
09. What You Know
10. Weakling Filter
LINKS
Myspace: http://myspace.com/blanckmass
Facebook: http://www.facebook.com/pages/Blanck-Mass
Sito web: http://blanckmass.bandcamp.com/
Label: www.rock-action.co.uk/