Ben Sommers — Avocado Chip

Ben Sommers — Avocado Chip

Artista: Ben Som­mers

Album: Avo­cado Chip

Label: 360° Music

Anno: 2011

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Avocado Chip (Bonus Track Version) - Ben Sommers

Avo­cado Chip (Bonus Track Ver­sion) — Ben Sommers

Quando hai dif­fi­coltà a definire un disco, quando tutto ti sem­bra al posto giusto e niente fuori luogo, quando un album ha un’omogeneità esterna e un’eterogeneità interna, quando la musica va aldila di se stessa, si è di fronte ad un gran disco. E questa definizione a Ben Som­mers sta pure stretta.

Il musicista londi­nese ci regala un entu­si­as­mante debutto. Ha com­in­ci­ato a muo­vere i primi passi col­lab­o­rando con Jamie Mor­ri­son, bat­ter­ista dei Noisettes,  con Max Tay­lor, (fonda­tore dei Clor). Dall’incontro con la vio­lon­cel­lista Anna Scott e con Ryan Thwaits nasce il prog­etto Mozzy Green, che debutta ad aprile con l’ep Robots. Par­al­le­la­mente Som­mers coltiva la sua car­ri­era solista e nel 2010 pub­blica il sin­golo “Hillary, Oh Hillary”, poi incluso nell’album di debutto Avo­cado Chips, prodotto e dis­tribuito da 360° Music, etichetta che ha sotto la sua pro­tezione artisti come Super­novas, The See See e Rose King Cas­tles.

Avo­cado Chip non è solo un con­cept album: è il tri­onfo della cross­me­di­al­ità. L’album è  accom­pa­g­nato da un rac­conto e dalle illus­trazioni visive di Leaf Vig­urs; inoltre per alcuni brani sono pre­senti anche dei video, che accrescono l’aspetto multi-dimensionale. La Sto­ria trae ispi­razione da 1984  di Orwell: Ben Som­mers si inventa questa città immag­i­naria chia­mata Starv­ing Jane e intro­duce vari per­son­aggi (come il pro­tag­o­nista Old Tall Sam, una sorta di dit­ta­tore e per­son­aggi minori come Hillary Con­lint e Mr Arthur Squine) che diven­tano il pretesto per rac­con­tare anom­alie, sof­ferenze e mali del ven­tunes­imo secolo.

Musi­cal­mente par­lando, non si può par­lare di un genere definito per­chè si spazia da un acid-folk orches­trale (con echi neo-folk) ad un elet­tropop scor­ti­cato sino alla dimen­sione acus­tica; la voce di Som­mers è del­i­cata e mai inva­siva, adatta per il ruolo di can­tas­to­rie. Il primo brano “A Town called Starv­ing” ha uno stile gitano con chi­tarre acus­tiche mas­s­icce; il suc­ces­sivo brano intro­duce la com­po­nente elet­tropop , con synth glaciali e osses­sivi: una mar­cia che ha fatto venire in mente la colonna sonora de “L’ultimo dei Mohi­cani”, in ver­sione mod­erna e distorta.

Inizio vocale solenne ed emozio­nante per “Sub­ma­rine, Sub­ma­rine”, seguita da una sof­fice chi­tarra: il pezzo pros­egue su questa via per quasi tutto il tempo, verso la fine si indurisce improvvisa­mente, man­te­nendo quell’atmosfera des­olante che per­vade il lavoro. “Hillary, Oh Hillary” riprende le sonorità del primo brano, in uno stile che ricorda i  Buster Blue con meno fas­tosità. A metà strada tro­vi­amo la trac­cia migliore, “Ele­phant You”: pianforte, voce sommessa, rumore di una tem­pesta; bri­v­idi lungo tutto il corpo.

Subito dopo segue l’altro mas­ter­piece, “Every Flower Dies Some­day”: l’incipit affi­data al suono di un ‘armon­ica che si scioglie in una chi­tarra cristal­lina e a metà pezzo l’elettronica sof­fo­cata, una bat­te­ria min­i­male e la con­tro­voce fem­minile e una parte finale sof­fo­cante dove emerge la com­po­nente rumoris­tica. “Flam­ing Moon” è il più lin­eare del lotto ma comunque grade­v­ole, dall’elevata atti­tu­dine acus­tica. “Helios” è il tri­onfo di una folk­tron­ica scom­bus­so­lata: la prima parte del­i­cata e intimista, poi il delirio vocale e l’esplosione del suono e l’attenuazione del tutto nell’ultima parte. La vena psichedel­ica  viene fuori nell’ottimo “Devil’s Day”, che pre­cede i sug­ges­tivi 6 minuti finali di “Dig­i­tal Sun­rise”, un altro brano fra i migliori: il rumore delle onde del mare, vocal­izzo fem­minile da bri­v­idi, la voce di Som­mers che si fa strada del­i­cata­mente, il pianoforte e poi l’aumento grad­uale di ritmo con la bat­te­ria e gli archi che sal­gono in cattedra.

Tutto è per­fetto: le 10 com­po­sizioni rap­p­re­sen­tano la colonna sonora per la novella che ci rac­conta lo stato di malat­tia della soci­età mod­erna attra­verso le avven­ture e i per­son­aggi della cit­tad­ina di Starv­ing Jane. Abbi­amo a che fare con uno dei dis­chi migliori di quest’anno.

Nicola Orlandino

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Avocado Chip (Bonus Track Version) - Ben Sommers

Avo­cado Chip (Bonus Track Ver­sion) — Ben Sommers

TRACKLIST

  1. A Town Called Starv­ing Jane
  2. Sapi­ens Express
  3. Sub­ma­rine Submarine
  4. Hillary, Oh Hillary
  5. Ele­phant You
  6. Every Flower Dies Someday
  7. Flam­ing Moon
  8. Helios
  9. Devil’s Day
  10. Dig­i­tal Sunrise
LINKS

Sito web: http://avocadochip.com/

               http://bensommers.360degreemusic.com/

Face­book: http://www.facebook.com/AvocadoChip

Myspace: http://www.myspace.com/bensommerspage

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