Artista: Bachi da Pietra
Album: Quarzo
Etichetta: Wallace
Anno: 2010
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Quarzo — Bachi Da Pietra
“Fatto sta che la musica dei Bachi da Pietra assume tonalità spesso strane, arcaiche, oscure, ermetiche e probabilmente non è adatta ad un pubblico normale. Voi siete un pubblico normale ? Lo siete? Avete acquistato la vostra dose quotidiana di normalità? “. Ci ammonisce il Succi e con uno dei suoi colpi di teatro ci introduce all’ascolto. Imbattersi in un concerto dei Bachi da Pietra può rivelarsi un’esperienza travolgente. E’ una rappresentazione in cui lo spettacolo è tenuto alla larga. Qualcosa che non ti aspetti rischia di catapultarti altrove: le trame ridotte all’osso da un valvolare d’annata o i colpi di una batteria scarnificata, pestata a mani nude. Che “Niente è come la pelle. Essere nell’essere, nascere nella pelle, viverci, uscirne”. O le parole che ti vengono scaraventate addosso senza rispetto, senza paura. “Tu credi che io sia malato … Io SONO malato”. Frasi fatte non per essere interpretate, sottotesti più che altro, e suoni nudi. Anche se poi quello che dal vivo suonava ipnotico potrà diventare snervante quando scolpito su disco e la sorpresa forse si trasformerà in noia. Ma soli nel proprio divano tutto si trasforma. “Ragazzo manda i titoli di coda ti lascia il posto il vecchio alla poltrona per dinastia di prima fila nel cerchio immenso di una fila sola. C’è la sigla che convince e che funziona”.
Fatto sta che non esiste musica nella musica dei Bachi da Pietra. Solo una ritmica ossessiva e battente spinta all’unisono da due poveri strumenti. Nessuna melodia, la voce sussurra scandendo sui quarti oscuri, nessuna variazione ma un’unica monolitica dinamica. Ci è dato di assaggiare una “Zuppa di Pietre” che è un miscuglio di rumori di corde graffiate e cavi spezzati. “Muta” è acustica, addirittura armonica al limite dell’ascoltabile, e ci fa capolino pure l’acuto di una qualche tastiera, concessione tra i piatti che furoreggiano ad un lampo di serenità. Prima di tornare alle viscere del blues e ai temi della notte infestata di intrusi, di insetti. Al rotolare incalzante di “Pietra per Pane” e all’agonia di un pianoforte che srotola i suoi tasti. “Non è vero quel che dicono che sia splendido e scaltro conosci Lucifero è nello specchio del bagno.” Le meccaniche dell’orologeria girano come nella bella copertina e la voce finalmente si palesa, ma si scopre trip-hop.
Giovanni Succi canta e suona la chitarra e Bruno Dorella la batteria. I due vengono da esperienze importanti (i Madrigali Magri il primo, OvO, Wolfango e Ronin il secondo) e oggi arrivano orgogliosi al quarto lavoro, aiutati da Ivan Rossi ai suoni. Una collaborazione nata forse estemporanea ma che è arrivata a raggiungere un’alchimia talmente perfetta da permettere loro di giocare appesi rigorosamente alla loro estetica minimale. Senza porsi dubbio alcuno, nè voltarsi a guardare chi c’è. Saranno incrollabili certezze, saranno limiti chi sa.
Nicola Perfetti Scarica l’album:
Quarzo — Bachi Da Pietra
TRACKLIST
01 Pietra della Gogna 4:52
02 Bignami 3:34
03 Dragamine 3:56
04 Niente Come la Pelle 7:36
05 Zuppa di Pietre (BDP Feat. Ivan Rossi) 2:30
06 Morse 4:52
07 Muta 4:30
08 Notte Delle Blatte 3:53
09 Pietra per Pane 3:03
10 Non è Vero Quel Che Dicono 6:09
11 Orologeria 5:25
12 Fine Pena 5:56
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