Album: Auto!Automatic!!
Label: Brokenmold Entertainment
Anno: 2011
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Self-Titled — Auto!Automatic!!
Ho sempre avuto un debole per la musica strumentale: l’assenza della voce, oppure il suo utilizzo come strumento aggiunto, paradossalmente consente di accrescere la creatività delle ritmiche, liberate dalla costrizione della forma canzone intesa come terzetto “strofa-ritornello-bridge”. Fatta questa premessa, non meraviglierà la mia passione per il math-rock, variante per lo più strumentale dell’indie rock caratterizzata dall’alternarsi di ritmi sincopati e spezzettati collegati da pattern geometrici ripetuti spesso in modo ipnotico.
Questo genere ha raggiunto il suo apice negli anni ’90 grazie a band del calibro di Slint, Tortoise, Don Caballero e Storm & Stress, mostri sacri in grado di generare uno stile tecnico, complesso, ripetitivo nei pattern eppure continuamente mutevole, vicino per certi aspetti attitudinali al free jazz.
Dopo un periodo di quiete, il math rock ha nuovamente conosciuto il successo in questi anni grazie ai Battles, che hanno aperto la strada della sperimentazione con una maggiore presenza di elettronica e glitch. Il successo ottenuto dai Battles ha dato maggiore visibilità a molte band che riprendono la loro lezione rielaborandola in modo personale, come gli Adebisi Shank e gli Auto!Automatic!!.
Gli Auto!Automatic!! sono un terzetto proveniente dalla Florida che, grazie ad un folgorante album di debutto (Another Round Won’t Get Us Down del 2006) e al passaparola creato su blog specializzati, ha ottenuto un largo numero di consensi che ha consentito alla band di aprire per Battles e Joan Of Arc. Nel primo album i tre avevano sorpreso per idee originali, riff catchy e capacità di creare un suono complesso e corposo pur presentandosi come un classico trio chitarra-basso-batteria.
Anche il secondo album (uscito nel 2011) non smentisce quanto di buono fatto vedere nel debutto: gli otto brani offrono poco meno di un ora di pura creatività e momenti adrenalinici alternati a fasi riflessive: l’iniziale “In or De Aus” si apre con un connubio chitarra-effetti field recording che dopo un minuto e mezzo si trasforma in un giro irresistibile e poi in una ritmica punk-funk e infine in un metal straripante di chorus. C’è spazio per i virtuosismi di chitarra in “Premature Esongulation” ma anche per l’atmosfera di “Suzanne Cook is a Saint”, caratterizzata da una linea di basso vibrante. I Don Caballero si affacciano prepotentemente come numi tutelari nelle chitarre ruggenti e nella batteria serrata di “FYF” mentre la successiva “2 Girls, World Cup” sorprende ancora con i suoi fraseggi sostenuti da una ritmica in levare. La conclusiva “Come to Life…Come to Patrick” ci accompagna all’uscita di un ottovolante in grado di regalare continue sorprese senza mai stancare.
Va segnalato inoltre che di vero disco indie si tratta, poichè i tre ragazzi si sono finanziati parte della produzione e registrazione dell’album grazie ai fondi volontari di amici e fan raccolti attraverso il sito Kickstarter.com. Chi ha detto che la matematica non è divertente?
Stefano Dandreamatteo
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Self-Titled — Auto!Automatic!!
TRACKLIST
1. In or De Aus
2. Premature Esongulation
3. Suzanne Cook is a Saint
4. Honey Mustard in the Chem Lab with a History Book
5. FYF
6. 2 Girls, World Cup
7. Who Am I? King of the Dicks??
8. Come to Life…Come to Patrick
LINKS
Sito ufficiale: http://autoautomatic.wordpress.com/
Myspace: www.myspace.com/autoautomatic
Facebook: www.facebook.com/autoautomatic
Kickstarter: www.kickstarter.com