Amor de Dias – Street of the Love of Days

Amor de Dias – Street of the Love of Days

Artista: Amor de Dias

Album: Street of the Love of Days

Label: Merge Records

Anno: 2011

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Street of the Love of Days - Amor de Días

Street of the Love of Days — Amor de Días

La Classe non è acqua, ma può avere le carat­ter­is­tiche dell’acqua: flu­id­ità, trasparenza,  cristallinità. Tutto questo  e non solo rap­p­re­senta l’essenza degli Amor de Dias

E’ un prog­etto frutto di un mat­ri­mo­nio artis­tico di due com­po­nenti di band pro­tag­o­niste della scena indie-pop degli anni zero: da un parte il brasil­iano Lupe Núñez-Fernández del duo Pipas (insieme a Mark Pow­ell), band che ha all’attivo quat­tro deliziosi album; dall’altro lato il più famoso Alas­dair MacLean dei Clien­tele, fra le band che ha saputo meglio inter­pretare il nuovo modo di con­cepire il pop e con­t­a­m­i­narlo a dovere (ascoltate “Strange Geom­e­try” del 2005). A questa cop­pia inter­es­sante si sono aggiunti Louis Philippe (col­lab­o­razioni con La Buena Vida, The Clien­tele, Big Big Train), Damon and Naomi, Gary Olson, Heather McIn­tosh (The Instru­ments, Ani­mal Col­lec­tive, Gnarls Barkley

Dietro l’operazione c’è la Merge Records, label statu­nitense che ha prodotto album di Lam­b­chop, Wye Oak, Cari­bou e Spoon e soprat­tutto quel cap­ola­voro che è Funeral degli Arcade FireIl risul­tato dell’unione di tutti questi tas­selli è qual­cosa di magico e senza tempo, di una raf­fi­natezza rara che dec­lina il pop e il folk in varie direzioni senza pas­tic­ciare e  perdere lo stile del­i­cato delle com­po­sizioni, arric­chite da arran­gia­menti elab­o­rati gra­zie all’utilizzo di stru­menti tra cui arpa, bouzouki e violini. 

L’intreccio iniziale fra il piano e gli altri stru­menti dell’iniziale (quasi intera­mente stru­men­tale) “Foxes” è una trama tes­suta con del­i­catezza, con il colpo di classe finale degli archi e della voce fem­minile che entra in punta di piedi. Un entrata in scena da capogiro. Lo spir­ito Indie-folk della band viene fuori con la suc­ces­siva House of Flint”: sale in cat­te­dra la voce maschile, arpeggi di chi­tarra ripet­i­tivi e dosati, per­fetto inser­i­mento della contro-voce fem­minile e un finale  sommesso sas­so­fono (che ritro­ver­emo anche in “Sea­son of Light”, in ver­sione dis­torta). La Grazia e L’eleganza si trasfor­mano in note musicali. 

Cam­biano i toni e i ritmi con “Bun­hill Fields”, con un arran­gia­mento decisa­mente più fas­toso dall’attitudine orches­trale (e una strut­tura elet­tropop). Uno dei brani più inter­es­santi.  Si cam­bia di nuovo tim­bro con l’esotica “Late Morn­ings”e  con cui viene fuori l’anima ispan­ica della band (si ripresen­terà nell’ispirata bossa nova di “I See Your Face” e “Wan­der­ing”). Poi è il turno della splen­dida “Har­vest Time”, pezzo orig­i­nar­i­a­mente con­tenuto nell’album del 2009 dei Clien­tele Bon­fires on the Heath: accen­nata psichedelia, field record­ing di cinguet­tii, uno stile medievale che rende il pezzo solenne. 

Nel min­i­mal­ismo e nell’atmosfera sog­nante di “Dream (Dead Hands)”, nella quale la vocal­ità assume il ruolo di stru­mento trainante, viene fuori una asso­nanza con gli indi­men­ti­cati Inno­cence Mis­sion.  L’aspetto psichedelico viene fuori in un altro pezzo da incor­ni­ciare come “Stone, che rap­p­re­senta al meglio quella flu­id­ità e cristallinità a cui accen­navo; ma anche la “title-track” riper­corre la stessa strada con una devi­azione verso il pop, soprat­tutto nel ritornello. 

La mag­nif­i­cenza di questo album viene con­fer­mata nella spi­az­zante “Birds”, nella quale la voce fem­minile è quasi iso­lata, con la pre­senza solo di per­cus­sioni, manipo­lazioni sin­tetiche e rumori. Tor­nano le atmos­fere oniriche con le acus­tiche “Touch­stone” e “Wild Win­ter Trees”. Si chi­ude il cer­chio con la ripresa dell’iniziale “Foxes”.

Dif­fi­cile non essere tra­volti in modo leg­giadro da questo album che trova nell’incontro fra moder­nità e pas­sato il suo punto di forza, insieme agli arran­gia­menti sofisti­cati e tec­ni­ca­mente inec­cepi­bili. Il folk e il pop si pre­sen­tano dili­gen­te­mente in varie forme e la lib­ertà stilis­tica fa da filo conduttore. 

Nicola Orlandino

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Street of the Love of Days - Amor de Días

Street of the Love of Days — Amor de Días

TRACKLIST

1. Foxes
2. House of Flint
3. Bun­hill Fields 
4. Sea­son of Light
5. Late Morn­ings
6. Har­vest Time
7. Dream (Dead Hands)
8. I See Your Face
9. Stone
10. Street of the Love of Days
11. Birds
12. Touch­stone
13. Wan­der­ing
14. Wild Win­ter Trees
15. Foxes (Reprise) 

LINKS

Sito web: http://amordedias.com

Face­book: www.facebook.com/amordedias

Label: http://www.mergerecords.com/

 

 

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