Artista: Africa HiTech
Album: 93 Million Miles
Etichetta: Warp
Anno: 2011
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93 Million Miles — Africa Hitech
Ci sono producers che fanno della prolificità il proprio credo, talvolta a scapito della qualità oppure rischiando di sfruttare (stancamente) il solito “magico” cliché. Con alcuni invece sai già che puoi andare sul sicuro e che, stai tranquillo, rischi non ne corri. Un paio di nomi? Ad esempio Luke Vibert (Plug, Kerrier District, Wagon Christ) o Mark Pritchard (Global Communication, Troubleman, Harmonic 313). E proprio Mark Pritchard, ex suddito di sua maestà la Regina d’Inghilterra trasferitosi in Australia, è co-titolare della sigla Africa HiTech insieme all’altro “australiano acquisito” Steve Spacek (storico collaboratore di Dilla e produttore per label come K7!).
Africa HiTech è la loro creatura, da cui scaturisce questo “93 Million Miles” (Warp), decisamente ancorato a quello che è il suono elettronico del momento, mi riferisco alla ex nicchia grime/dubstep/uk bass, chiamiamola pure “bass music”, ma allo stesso tempo debitore dell’ampio background sonoro del duo (dall’ambient all’hip hop più illuminato, dalla techno al dub).
Che Mark Pritchard avesse da dire la sua in materia “bass music” era ben chiaro: già con il progetto Harmonic 313, sempre su Warp, sono evidenti gli elementi caratteristici del suono inglese più fresco e recente, sebbene l’album “When Machines Exceed Human Intelligence” sia ancora riconducibile ad un certo tipo di estetica IDM; ma la cosa “pritchardiana” che più che brilla in direzione “bass music” è forse un 12″ uscito nel 2009 per la Hyperdub di Kode 9, quella “Wind It Up” in cui il nostro si avvale alla voce di O’Mas Keith in libera uscita dall’astronave Sa-Ra Creative Partners.
E a proposito di Hyperdub impossibile non avvicinare un album come “93 Million Miles” a “Black Sun“di Kode 9 & Space Ape, che appunto su Hyperdub è da poco uscito. Entrambi muovono da coordinate che affondano nel dub, nel grime e nel dubstep le proprie le proprie fondamenta, ma se il disco di Kode 9 può risultare più emotivamente coinvolgente e a tratti intimista, quello di Africa HiTech è decisamente più viscerale e immediato, almeno dal punto di vista ritmico; sebbene una traccia come “Glangslap” la avreste potuta tranquillamente trovare nella tracklist di “Black Sun”.
“93 Million Miles” si apre con un trittico che non lascia scampo: l’omonima traccia dove convivono splendidamente le influenze techno detroitiane con quelle del classico bass sound inglese, il digital grime di “Do U Wanna Fight” e l’incendiario singolo “Out In The Streets” che campiona la voce di Ini Kamoze e diventa inno post dancehall degli anni zero. I momenti migliori dell’album arrivano con “Spirit” e “Light The Way”, due tracce in cui i tratti etnici evocati nella sigla del progetto Arica HiTech si fondono perfettamente con la miscela sonora a base di dubstep, techno e broken beat. “Future Moves” e “Footspet” viaggiano su binari proto-dubstep, “Our Luv” e “Don’t Fight It” evocano invece paesaggi sonori tra techno, ambient e house, che riportano alle produzioni del Mark Pritchard versione Global Communication (in compagnia di Tom Middleton); “Cyclic Sun” scivola su un tappeto jazzy che non avrebbe sfigurato in un album di Troubleman, altra imprescindibile “maschera” del nostro.
“93 Million Miles” è un album che non lascerà scontenti i molti fan della Warp e quelli che hanno amato i progetti solisti dei due Africa HiTech; se un’unica critica vuol esser mossa al disco può essere quella di aver lasciato poco spazio alle tracce più contaminate dalle influenze “terzomindiste” che avevamo apprezzato nei due ep del 2010 “Hitecherous” e “Blen”.Matteo Chelini
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93 Million Miles — Africa Hitech
TRACKLIST
1. 93 Million Miles
2. Do U Wanna Fight
3. Out in the Streets
4. Future Moves
5. Glangslap
6. Our Luv
7. Spirit
8. Light the Way
9. Foot Step
10. Cyclic Sun
11. Don’t Fight It
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Official: http://africahitech.com/
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Myspace: http://www.myspace.com/africahitech
Etichetta: http://warp.net/records