Artista: 24 Grana
Album: La Stessa Barca
Label: La Canzonetta
Anno: 2011
Dopo l’apprezzato “Ghostwriters” del 2008 i 24 Grana pubblicano un album che incuriosisce ascoltare in primo luogo per capire che segno ha lasciato la produzione di Steve Albini, nume tutelare dell’indie-noise all’americana. Il gruppo, composto attualmente da Francesco Di Bella, voce e chitarra, Renato Minale, batteria, Giuseppe Fontanella, chitarra e Alessandro Innaro, basso, ha ormai abbandonato l’iniziale amalgama di rock, reggae e suoni dub. Per un suono che si avvicina al pop rock all’italiana, che Albini asseconda lasciando le sue tracce sulle scarne strutture dei brani.
“Salvatore” apre l’album in maniera leggera. Giocata sui tempi spezzati, le pause e i dialoghi tra voce e chitarra, è un pop che fa pensare. Più interessante “Cenere” con la sua struttura scarna e il gioco basso-batteria-chitarra che dà ritmo alla canzone. Il testo è semplice e sembra parlare di abbandoni e rifiuti. Il taglio è rock anche se con un tocco delicato. “Ombre” inizia con giro di basso intrigante, poi la melodia prende il sopravvento su un brano che comunque rimane fermo nella memoria per il taglio indie anni 90. Più intenso dei primi due, anche se la voce è come se volesse ricamare senza sfondare. Il napoletano non aggiunge niente ad un brano che si regge da solo. Il pop leggero di “Ce pruvate Robè” è una storia minimale che nell’armonia si avvicina a suoni melodici finchè il ritornello non esplode di chitarra elettrica. Fa capire di che sarebbero capaci, va in seconda marcia e ti dice “sappiamo andare in quinta”. “Malevera” è abbellito dai riff di chitarra ma rimane sulle sue. Poi tocca le corde del cuore la bella “Turnamme a casa”, che parla del ritmo insostenibile del tempo presente e invita a prendere una pausa da tutto. Si arriva a “La stessa barca” ancora con l’attesa del brano che lasci il segno: struttura scarna, basata sul dialogo tra chitarra e basso. La voce ricama con una delicatezza che trasmette un messaggio obliquo rispetto all’essenziale cercato nel brano. “Germogli d’inverno” è dolce, delicata, accarezza l’ascoltatore e il cantato in italiano è efficace. Una canzone che conferma il fatto che siamo davanti ad una band pop, che ha abbandonato ruvidezza e strada per accarezzare un cantautorato rock essenziale.
Un album onesto, ascoltabile con piacere, che però non decolla. Una band matura che tiene il freno a mano tirato. Alla prossima corsa.
Luigi Zampi
TRACKLIST 1. Salvatore 2. Cenere 3. Ombre 4. Ce pruvate Robè 5. Malevera 6. Turnamme a Casa 7. La Stessa Barca 8. Germogli d’Inverno 9. Stop! 10. Oggi Rimani Laggiù LINK Sito web www.24grana.it Myspace www.myspace.com/24grana Facebook www.facebook.com/24grana Etichetta www.lacanzonetta.it/